I senatori bocciano ATIVA

I senatori bocciano ATIVA
La scorsa settimana si è svolta l’ audizione informale in Commissione Lavori pubblici del Senato sulle questioni legate alla scadenza delle concessioni per le autostrade Torino-Ivrea-Valle d’Aosta e Asti-Cuneo. Per il nostro territorio è importante porre l’accento sulla scadenza del concessionario Ativa che è prevista per il 31 agosto 2016. Questo è il punto centrale della questione, per il quale è stata messa in atto una massiccia operazione che ha come fine principale il rinnovo della concessione. Ovviamente, se un concessionario andasse dall’ente aggiudicatore dicendo «voglio che mi rinnovi la concessione», sicuramente gli verrebbe rivolto un gentile e cordiale invito ad abbandonare la sala. Anche nel nostro paese certe cose sono veramente oltre al limite. Occorrono delle motivazioni vere o presunte da sottoporre all’attenzione dell’ente, cercando così di convincerlo che è la cosa giusta per tutti. Qui da noi l’argomentazione è semplice, ovvero la sicurezza e l’incolumità pubblica.
A seguito dell’alluvione del 2000, l’ Autorità di Bacino del Fiume Po, delibera il piano stralcio di Integrazione al Piano per l’Assetto Idrogeologico (PAI) relativo al Nodo idraulico di Ivrea. Questo piano prevede tutta una serie di opere necessarie affinché una eventuale nuova alluvione non faccia i danni dell’ultima. Di tutto questo scritto ci si deve soffermare su questo enunciato: l’adeguamento dell’autostrada Torino-Aosta (in corrispondenza dell’incile) al fine di rendere il relativo rilevato “trasparente” e non tracimabile. Risulta difficile credere che una riga valga milioni di euro (si è già arrivati intorno ai 600 e la cifra continua a salire), ma è proprio così! Questa dicitura, di per se legittima, viene usata per giustificare milioni di euro di opere che servono per mettere in sicurezza il nostro territorio. Fermiamoci un attimo, questa è la versione ufficiale. Torniamo alla riunione in senato quando il senatore Stefano ESPOSITO (PD), affonda un colpo in profondità alla “nobile causa” di Ativa. Riportiamo qui le sue parole: «…ma anche Ativa è un altra di quelle vicende in cui in questi mesi, da parte dell’attuale concessionario, tenete conto che in quella concessione c’è anche la partecipazione pubblica della Città Metropolitana (di Torino), ha fatto tutto tranne che cercare di mettersi nelle condizioni di partecipare ad una gara e vincerla. Io capisco che fare le gare (d’appalto), per alcuni è una cosa indigesta, ma le gare si possono anche vincere… Ativa deve essere la prima gara della nuova era del codice degli appalti. La vicenda del nodo idraulico di Ivrea è aperta dal 2000… E’ singolare che un tema aperto dal 2000 venga portato come oggetto per non fare la gara e per avere di fatto una proroga, nel 2016. Perdonatemi, delle due l’una, o siamo tutti dei fessi, o c’è qualcuno che si ritiene veramente tanto furbo.» Non posso che concordare con le sue parole. Un’ opera che per sedici anni è rimasta nei cassetti, caso strano ora diventa indispensabile. Come si aggancia però il rinnovo della concessione autostradale alle opere di messa in sicurezza anti-alluvione? In alcune normative ci sono strumenti utili per far si che a fronte di grossi investimenti, la concessione resti nelle mani di chi li ha fatti. Erano presenti nello sblocca Italia, che ormai è stato superato dalla nuova legge sugli appalti e lo sono in alcune direttive Europee. La direttiva comunitaria n. 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, al 52° considerando, recita che: “…per le concessioni di durata superiore ai cinque anni, la durata dovrebbe essere limitata al periodo in cui si può ragionevolmente prevedere che il concessionario recuperi gli investimenti effettuati per eseguire i lavori e i servizi e ottenga un ritorno sul capitale investito in condizioni operative normali…”. Eccoci qua al punto. Più milioni di euro investo, più potenzialmente mi dura la concessione. Ora, come sostiene il senatore Esposito non siamo tutti fessi. La cosa giusta da fare è la gara d’appalto, congelando momentaneamente tutto il discorso del nodo idraulico, anche perché se ha atteso 16 anni, qualche anno in più non cambia. Una volta che la gara è stata vinta da uno dei partecipanti, che potrebbe essere senza problemi nuovamente Ativa, a bocce ferme, si può parlare in modo disinteressato di Sicurezza pubblica. Prima non è credibile, come non è credibile la cordata Balocco-Avetta-Della Pepa, i quali si stanno prestando ad un gioco sproporzionato a favore di Ativa. Gli amministratori pubblici DEVONO far prevalere l’interesse pubblico, non quello delle lobby. Torneremo presto sul tema per pretendere che il vecchio modello all’Italiana venga finalmente abbandonato in favore di una più civile e decorosa gestione del bene pubblico.

 

Pierre Blasotta

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