2015 Odissea nella Sanità

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Sono trascorsi alcuni anni da quando andai l’ultima volta all’Asl in corso Nigra, ed il ricordo che ne avevo era tutto sommato positivo. Questa settimana mi ci sono recato nuovamente per effettuare un normale ECG e la sorpresa non è stata certamente positiva. Anche qui, come per Casa Molinario , i numeri non ci sono, il rullo pare essere finito oppure volutamente assente. La fila d’ attesa inizia già all’ingresso , passa per il corridoio e svoltando a sinistra, prosegue fino allo sportello dell’accettazione. Mi metto l’anima in pace ed inizio l’attesa, la stessa che durerà, dalle 8:00 alle 9:00. Sempre più spesso nelle strutture della sanità pubblica , su tavolini improvvisati o su ripiani, si trova copia del Nuovo Testamento. Questo credo che sia un messaggio subliminale atto a ricordarci che quando si parla di Sanità ci vuole fede. Colgo il consiglio inconscio e ,per passare il tempo, mi leggo qualche versetto del nuovo testamento. Non tanto per ritrovare la fede perduta ma piuttosto per recuperare la pazienza persa. Sono le 9:00 e dopo aver superato la prova della coda, le litigate tra i dipendenti della guardiola, i dipendenti della guardiola e i pazienti, e tra i pazienti e le macchinette del ticket giungo allo sportello. Qui capisco i motivi dell’attesa. Una sola operatrice con un pc sgangherato, compensato fortunatamente dalla molta disponibilità e gentilezza della stessa. Ottenuti i documenti, la sfida successiva è il pagamento del ticket. La macchinetta di Corso Nigra prende solo i bancomat, e nello specifico solo quelli che gli piacciono. Il mio è tra quelli non graditi. Mi guardo in torno spaesato e subito una voce lontana inizia a sussurrare qualcosa su Casa Molinario. Mi chiedo che cosa c’entri ma pian piano tutto diventa più chiaro. Devo andare nell’altra sede in Via di Vittorio, pagare il ticket e tornare. Inizio a pensare che la frase “camminare fa bene alla salute” venga presa un po’ troppo sul serio qui ad Ivrea. Pago il ticket, torno in corso Nigra , salgo al secondo piano e li si ricomincia. La fila precedete si è trasferita al piano superiore, le sedie non bastano per tutti, mentre il riscaldamento è talmente alto che “prende il fiato”. Ad un certo istante un anziano apre la finestra per far entrare un po’ d’aria fresca! In questi posti, quando si parla di riscaldamento non si bada a spese, che sia ferragosto o natale , il riscaldamento è al massimo. Passa una mezz’oretta ed è finalmente il mio turno . Neanche il tempo di entrare e la visita è già finita, vista l’attesa speravo quasi che la durata della visita fosse proporzionale. Anche qui fortunatamente la gentilezza delle operatrici ha compensato in parte il disagio. Non so voi cosa ne pensate, ma la sanità che immagino io è un po’ diversa. La ciliegina sulla torta arriva quando una signora sui cinquanta guarda il cielo (soffitto) ed esclama «Speriamo che Renzi faccia qualcosa!» , gli rispondo al volo che giusto il giorno prima, in una scuola interessata dal piano di rinascita scolastico “Scuole Belle” è crollato il soffitto. Forse meglio restare nel primo danno, meglio che non se ne occupi troppo. Alla fine la Sanità è già Very Bella così! Per tutti i sognatori che pretendono un mondo diverso l’appuntamento è sempre al mercoledì ore 21:00 presso il pluriuso di Bellavista, Piazza I° Maggio!

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