Autostrada gratis? Il comune dice NO! Perché NO?

[La Voce del Canavese del 10/11/2014].

liberalizzazione A5

liberalizzazione A5

Era il lontano 2011 quando, in Consiglio comunale ad Ivrea, veniva bocciata la proposta di rendere gratuiti i caselli autostradali di Quincinetto – Ivrea – Scarmagno – Albiano d’Ivrea.

L’idea era quella di creare una tangenziale naturale utilizzando l’autostrada, come avviene ad esempio con il tratto A4 Chivasso – Torino. Questo piccolo accorgimento tecnico avrebbe permesso di ridurre drasticamente il traffico per l’attraversamento di Ivrea rendendo superflue le costose ed impattanti opere pubbliche come il Traforo di Monte Navale e il peduncolo che da anni sono periodicamente portate alla ribalta dall’amministrazione di Ivrea. Per essere precisi, veniva, in occasione di quella proposta, richiesto al comune di dichiararsi interessato alla liberalizzazione dei caselli, solo quella, perché a livello pratico la competenza per un progetto di quel genere non era di pertinenza comunale.

Ora è notizia recente che ATIVA sta procedendo con il suo progetto, ormai in procinto di essere finanziato, di innalzamento del livello dell’autostrada, il tutto per un costo pari a 300 milioni di euro. In cambio, come contropartita, sarà richiesta e ci dovrà essere, ovviamente, il prolungamento della concessione almeno fino al 2030: non c’è momento migliore di questo per “infilare” nelle clausole della concessione la liberalizzazione dei caselli di cui si è parlato. E’ certo che il Movimento 5 Stelle proverà ora a smuovere le acque, sia in Regione che in Parlamento, affinché queste clausole vengano subito inserite negli accordi. La strada è però tutta in salita, a complicare le cose il fatto che il comune si sia a suo tempo dichiarato contrario a questa razionale quanto indolore soluzione di decongestionamento del traffico della città.

La proposta di liberalizzare i caselli tutti sanno che non è certo recente e il Movimento 5 Stelle , considerandola “cosa buona è giusta” l’ha fatta sua fin dall’inizio. La domanda ovvia è: perché il comune di Ivrea è contrario ad un accordo così conveniente ed ad impatto zero? La risposta e’ altrettanto semplice: per le opere pubbliche in ballo e per gli interessi che vi bazzicano intorno. Con la convenzione, infatti, verrebbero meno opere pubbliche con relativi appalti milionari e di conseguenza cadrebbero i favori ad aziende amiche. Sono i soliti meccanismi perversi che si innescano, lo vediamo ogni giorno. Risolvere i problemi non è mai “conveniente”.

Per gli “speculatori” i problemi è meglio crearli, portarli all’esasperazione e poi proporre soluzioni a caro prezzo in prossimità di emergenze vere o presunte (quando non addirittura create ad arte). Questo è quello che accade anche ad Ivrea, dove il traffico è in continuo aumento e sempre più caotico, specialmente nelle ore di punta di andata e di rientro dal lavoro.

Quando il Parco Dora andrà a regime, è presumibile che la situazione sarà al collasso. Lo si comprende fin d’ora ma sarà probabilmente l’occasione per il costoso rito dell’emergenza da risolvere. Solo allora il sottopasso di Via Verdi verrà annunciato alla folla in pompa magna e pur di risolvere il problema la collettività si farà carico della spesa. Vedremo se
verrà invitato e foraggiato il “noto imprenditore” locale, panacea per risolvere ogni problema di opere pubbliche sul territorio di Ivrea e paesi limitrofi. Insomma, la questione liberalizzazione dei caselli è la solita ricorrente brutta storia all’Italiana, se un idea è buona ma non costa, non fa guadagnare le persone giuste , va comunque svalutata e osteggiata. L’appello a rompere questo copione lo rivolgiamo con forza a tutte le parti politiche che hanno creduto e credono nella liberalizzazione.

Se così sarà state pur certi che Il Movimento 5 Stelle cercherà come sempre di portare a casa il risultato migliore. Chi si vuole aggregare lo faccia subito, è il benvenuto!

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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