A metà strada!

A metà strada!

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Siamo a metà della legislatura e possiamo fare un primo bilancio delle nostre attività. Nelle lotte sociali siamo stati a fianco dei cittadini nella difesa della comunità da speculazioni che avrebbero arrecato danni alla qualità della vita, alla salute, all’ambiente e alla crescita del nostro territorio. Abbiamo difeso importanti “beni comuni”. Le nostre posizioni contrarie all’inceneritore di Borgofranco, alla discarica di San Bernardo, alla centrale idroelettrica del Crist, alla sopraelevazione della A5 e alla cementificazione del quartiere San Lorenzo nell’area del lago San Michele, ci hanno permesso di conoscere meglio, nel concreto delle azioni, valori e “visioni” della cittadinanza. Durante i nostri banchetti, in città e nei presidi, ci confrontiamo con i desideri collettivi di una società diversa e giusta. Siamo tra le persone e lì vogliamo stare. Anche le nostre attività politiche in Comune sono importanti perché possiamo maturare competenze amministrative e politiche. Ci hanno dato la possibilità di presentare mozioni e interrogazioni coerenti al nostro programma, ci permettono di controllare coerenza e legalità dei bilanci del comune e delle sue partecipate e di impegnarci per il rispetto delle regole democratiche del confronto politico. Il desiderio di una difesa del futuro ci ha portato a scontrarci con gli interessi dei “potentati” locali (Ativa, Cogeis dei Bertino, Smat, Ivrea Parcheggi, Idropadana) e con la maggioranza Pd del Consiglio. Vogliamo portare in politica i valori della partecipazione, della legalità, del rispetto delle regole democratiche, della difesa dei “beni comuni”, della giustizia sociale. Purtroppo da troppi anni in città non c’è un’alternanza di potere, fattore che se da una parte ha legato molte forze produttive non schierate, dall’altra ha impedito un’ adeguata crescita in settori legati all’ambiente, al turismo, all’agricoltura, ai trasporti, e portato la Giunta attuale all’incapacità di avere un programma per sostenere le famiglie eporediesi costrette a subire disoccupazione ed emarginazione in questi anni di pesante crisi economica. Siamo convinti che un cambiamento in città e nel nostro paese sarà possibile solo con il coinvolgimento dei cittadini alla vita pubblica.

Pierre Blasotta

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