A proposito delle dichiarazioni di Sacchetto e Negro sul DDL 85

ATTENUANTI GENERICHE ALLO “STUPRO” BIPARTISAN

Leggo per nulla stupito le entusiaste e “bipolari” dichiarazioni dell’Assessore Claudio Sacchetto e del Capogruppo UdC Giovanni Negro a proposito dell’approvazione del delinquenziale disegno di legge 85. Tale provvedimento, mediato dalla legge nazionale francese in materia di grandi opere, ne recepisce in parte lo spirito, sminuendo tutte quelle che sono la sue caratteristiche più importanti.

In particolare Sacchetto evita di specificare che l’85 nasce dalla volontà di dimostrare con un ritardo patologico la parvenza di volontà di ascolto delle istanze espresse dai territori interessati dal passaggio della linea ferroviaria ad altà velocità Torino-Lione. Fa sorridere come il Padano Assessore all’Agricoltura ribadisca più volte l’impegno del proprio partito alla considerazione attenta delle esigenze territoriali, in una sorta di forzato tentativo di autoconvincimento. In realtà nessun esponente della giunta come della maggioranza verdazzurra ha voluto discutere nel merito di quelle che sono state le nostre numerose motivazioni contro un Opera inutile e dannosa come il TAV:

  • il drastico calo dei trasporti internazionali
  • i costi spropositati per la collettività, che non saranno mai ammortizzati
  • le problematiche sanitarie legate ad un cantiere ventennale, peraltro risottolineate periodicamente da medici illustri
  • la compromissione delle falde acquifere e dei laghi sotterranei presenti nei pendii interessati dalla galleria principale (Mugello docet)
  • le ricadute negative sulla aziende autoctone

solo per citarne alcune.

Ma, si sa: dall’acqua pubblica al “mitico” federalismo fiscale i leghisti sono rispettosi delle esigenze territoriali solo e sempre sulla carta (ordini di coalizione, ma non solo…)

Il consigliere Negro arriva addirittura ad esultare per quello che dice essere l’impulso determinante per l’avvio di un’opera di cui la propria compagine politica è sempre stata entusiasta fautrice, in una gongolante declamazione di autocelebrativa coerenza: quella che quotidianamente i piemontesi e gli italiani possono riscontrare nelle rigide scelte di un partito come l’Unione di Centro(?).

Con tutto l’affetto che posso nutrire nei confronti di un vicino di banco come Giovanni Negro, due recenti episodi non lasciano dubbi sul suo un po’ infeltrito “volemose bene” in salsa roerina: la inconsapevole sindrome Nimby che dimostra quando esprime le proprie rimostranze contro la diffusione speculativa delle decine di impianti a biomasse, partendo da una critica anche condivisibile agli effetti sanitari e paesaggistici, salvo poi ignorare completamente i ben più incisivi effetti di uno stupro ambientale come la linea TAV; e il triste spettacolo dato nell’ultima seduta di Consiglio in cui ha cerchiobottisticamente sottoscritto un importante ordine del giorno, salvo poi “dimenticarsi” di votarlo in aula.

Fabrizio Biolé – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

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