Abolizione del quorum dallo Statuto comunale

Il 20 ottobre ad Ivrea il Movimento 5 Stelle organizzò una serata sul tema della democrazia diretta.

Paolo Michelotto esperto ed attivista, attraverso lo strumento partecipativo “La parola ai cittadini” coinvolse i presenti in un vero e proprio esercizio di democrazia diretta con il fine di stimolare i partecipanti a proporre idee per rendere più vivibile Ivrea.

Da quell’incontro emersero diverse proposte interessanti. L’abolizione del quorum dallo Statuto comunale fu una delle più votate. L’unico rappresentante delle istituzioni presente in sala fu il Consigliere Bruno Tegano dell’IDV, che sollecitato da Paolo Michelotto, si assunse l’impegno di portare in Consiglio comunale sotto forma di mozione tale richiesta.

E’ emblematico che il tema del quorum sia stato così votato. Oggi più che mai, il Movimento 5 Stelle insieme a tante associazioni che hanno a cuore il tema della sovranità popolare, stanno portando su tutto il territorio nazionale una rivoluzione realmente democratica voluta dai cittadini. Al buio dei media, tanti comuni si sono già dotati degli strumenti essenziali all’applicazione della democrazia diretta. Infatti dall’anno 2000, con il Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n.267 “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali”, i comuni, attraverso i loro amministratori, possono introdurre il referendum propositivo, abrogativo e consultivo. Lo possono fare senza l’ostacolo del quorum perchè la legge non lo prevede. Quindi è un’ottima occasione per abolirlo e migliorare gli strumenti di democrazia diretta che il nostro Statuto sancisce. Francamente, oggi, ad Ivrea non c’è nessuno spazio per l’esercizio della sovranità popolare. La presenza del quorum al 50% + 1 degli aventi diritto al voto è già un ostacolo insormontabile. Teniamo presente che chi ci amministra non ha raggiunto il quorum e si attesta intorno al 35%. Inoltre il referendum propositivo non è previsto assolutamente dal nostro Statuto. In più, è sufficiente leggere l’Articolo 59 comma 3 per rendersi conto che la comunità eporediese non può abrogare nulla di quello che decidono i nostri rappresentanti e dipendenti sui temi salienti dell’amministrazione. Ciò è inammissibile ed ingiusto. Per noi quindi la mozione che sarà presentata per abolire il quorum ha una valenza profonda. E’ evidente che non è sufficiente abolire il quorum se poi il referendum abrogativo è fortemente limitato e quello propositivo non è contemplato affatto. E’ tuttavia il primo passo di un percorso irto di difficoltà ma squisitamente democratico e necessario, per arrivare ad una nuova elaborazione dello Statuto che preveda tutti gli strumenti di democrazia diretta che la legge nazionale definisce senza nessuna limitazione nell’ambito amministrativo. Sottrarre potere ai partiti ed alla partitocrazia significa ridare un senso ed una speranza a tutti i cittadini che non si sentono più rappresentati ma che hanno la volontà e la determinazione di contare ed agire per realizzare un futuro che sia veramente l’espressione di una volontà popolare.

 

Andrea Roselli

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