AFFIDABILITA’ ALTERNATA

Da alcuni anni i media nazionali hanno inserito nel loro vocabolario la voce affidabilità. La stessa viene ripetuta come un mantra, ed è definita come conditio sine qua non per poter governare. Ovviamente questa famigerata affidabilità la possiedono solo alcuni, ovvero quelli accreditati dal “sistema”, tutti gli altri sono definiti pericolosi populisti e demagoghi. Il Partito Democratico è l’emblema di questa “affidabilità” tanto che sui loro documenti riportano: « Il carisma dell’affidabilità . Questo è il carisma di cui ha bisogno l’Italia. Affidabilità verso l’esterno, che significa l’Europa, i vincoli internazionali, i mercati.» Onestamente mi sembra la definizione di sottomissione a terzi più che il manifesto dell’affidabilità. Ovviamente io, in quanto “populista” non ho il “grado intellettuale” necessario per comprendere appieno i concetti, che infatti, mi sfuggono spesso. Mi sfugge ad esempio come sia possibile definire affidabile il Sindaco della Pepa, il quale forte di questo aggettivo, è stato eletto a presidente dell’Unione Eporediese. Se un qualsiasi lavoratore interinale avesse dato le dimissioni e poi tentato di annullare, sarebbe stato radiato a vita dal mondo del lavoro, salvato nel database delle agenzie sotto la voce inaffidabile. Invece c’è chi fa peggio e viene addirittura premiato, e mi riferisco ovviamente al Sindaco d’Ivrea. In realtà, nella definizione sopra riportata, si evince chiaramente che l’affidabilità è solo e soltanto nei confronti del mercato e delle forze che lo regolano, mica dei cittadini! Questo “carisma” di cui l’Italia necessita non mi convince per niente, ed è per questo che ho votato, in solitaria, contro l’elezione di Carlo della Pepa a presidente dell’Unione Eporediese. Attenzione nel cercar di vedere gli eventi odierni come entità a se stanti, il disegno è globale. La modifica alla costituzione va proprio incontro alle esigenze del mercato e dei soggetti che vi gravitano intorno. Non è un segreto che la riforma costituzionale del Pd, che tra l’altro non era neppure nel programma di governo, sia stata sollecitata dalle banche d’affari d’oltre oceano e recepita dagli ambienti latomistici fiorentini, i quali hanno partorito l’ennesimo “mostro”. Il futuro è tutto in salita, perché è evidente la volontà di superare lo stato di diritto e i limiti che pone al mercato. Pietra miliare degli autoritarismi è la menzogna spudorata, menzogna che ritroviamo quotidianamente a 360° su tutti i media, i quali presentano la “riforma costituzionale” come necessaria soprattutto alle fasce deboli, vessate dai costi della politica e in attesa che finalmente giunga il tempo del loro riscatto sociale. Il paese attraversa un periodo pericoloso, l’attacco dei neoliberisti è a tutto campo e le risorse impiegate sono senza precedenti. Sia che vinca il SI o che vinca il NO, il paese è stato diviso in due blocchi e, mentre la prima costituzione ha creato unità e pace per oltre 70 anni, la “nuova” inizia sotto l’insegna della divisione e della lotta. Chi sarà disposto a sottostare ad una costituzione scritta dall’ elite finanziarie transnazionali, attuata da un partito guidato da un NON eletto e condivisa da meno del 20% della platea politica? Ovviamente queste considerazioni sono argomentazioni valide per un numero sempre più esiguo di persone, le altre si sono rassegnate ad essere sottoprodotti di uno stile di vita che le ossessiona, in una costante ricerca di prodotti di consumo necessari a colmare il vuoto cultura re che la società capitalistica ha creato. Non è un caso che la popolazione venga invitata a ragionare in termini di benefit sui mutui in caso di vittoria del SI, oppure sulle pericolose ripercussioni che potrebbero avere le borse in caso di vittoria del NO. I valori umanistici della società sono stati totalmente inglobati nel concetto esteso di mercato, ed ancora una volta il finto progressismo di una certa “sinistra” è stato usato come cavallo di troja per condurre attacchi devastanti ai diritti di quel che un tempo era un popolo sovrano.

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

Joseph Goebbels Ministro della propaganda Nazista

Pierre Blasotta

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