Anche in tema di caccia, il MoVimento dalla parte di chi il territorio lo vive

Anche in tema di caccia, il MoVimento dalla parte di chi il territorio lo vive

Dopo ventitré anni, 60.000 cittadini piemontesi firmatari dei quesiti referendari in materia di
caccia vengono tutelati da un provvedimento della Corte d’Appello di Torino,
nel quale vengono riconosciute come legittime le richieste del Comitato
promotore: la protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili, il divieto
di caccia sul terreno innevato, l’abolizione delle deroghe ai limiti di
carniere per le aziende faunistiche private ed il divieto di caccia la
domenica.

Inoltre, con un vero colpo di mano, l’assessore Sacchetto si ostina – ostaggio delle spinte
lobbistico-venatorie – a voler inserire all’interno del collegato alla
finanziaria una vera e propria “leggina” sul prelievo venatorio,
giustificandosi con la “necessità di provvedimenti urgentissimi” ma infarcendo
l’emendamento con misure fortemente inopportune.

Proprio oggi comincia l’iter in commissione delle ben quattro proposte di legge sulla
caccia, segno che l’argomento è sentito. Dare esclusivamente parvenza di
volontà di ascolto – dei comitati, delle associazioni, dei cittadini firmatari
del referendum -, senza però poi praticare davvero il confronto, pare ormai
essere l’unica “strategia” di questa maggioranza un po’ traballante.

Io ed il collega Davide Bono siamo tra i firmatari della legge che recepisce le proposte
del comitato. Stella polare del nostro lavoro continua ad essere il recepimento
vero delle istanze di chi il territorio lo vive.
Fabrizio Biolé,

Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle

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