Andrate: La retorica del “buon governo”, la Casta e la catasta.

Riportiamo questa interessante storia di ordinaria “buona amministrazione” che ci ha trasmesso un cittadino di Andrate

legna

L’ambiguità di alcuni amministratori comunali nell’esercizio del loro ruolo istituzionale sta superando, anzi ha già superato i limiti della decenza e del comune senso del pudore. Leggo su La Sentinella del Canavese di lunedì 8 luglio 2013 un appassionata intervista al Sindaco di Andrate in cui si presenta l’ennesima sensazionale novità della “gestione intelligente” del patrimonio boschivo pubblico.
Era nell’aria che questa risorsa risvegliasse appetiti di rilievo poiché da anni c’è gente che ci ha messo gli occhi sopra, anzi anche le mani.

C’è stato un prologo qualche anno fa di questo tipo di iniziative con taglio indiscriminato del bosco sul territorio di Andrate, era il mese di luglio e l’intervento fu attuato da un Consorzio a cui avevano aderito numerosi Comuni dell’area canavesana, Andrate compreso. La sede di quel Consorzio era, se non si va errati, in Val Chiusella e che fine poi esso abbia fatto francamente non lo sappiamo.
All’epoca di quella anomala stagione di “manutenzione straordinaria del bosco” il mugugno della stupita popolazione Andratese portò ad una salomonica divisione del legname che fu venduto a prezzi stracciati ai “locali” dopo stime quantitative a dir poco approssimative. Il fatto curioso fu allora che quella che veniva propugnata per necessaria “manutenzione”portò essenzialmente al taglio del legname comodo al trasporto lasciando invece intatto il bosco da ripulire (il dato è tuttora verificabile sul posto nella zona di S.Giacomo).
Ciò che lasciò alquanto perplessi in quell’occasione fu anche che un intervento di rilievo come quello anzi descritto non fosse stato reso pubblico e che della cosa ne fossero al corrente solo gli “addetti ai lavori”. I cittadini Andratesi videro quindi i risultati a cose fatte e solo dopo le rimostranze della piazza la prospettiva inizialmente propugnate di acquisizione del legname e di produzione di “cippato” da parte del Consorzio fu convertita in una soluzione di tardiva ricerca di consenso attraverso la vendita del legname ai “privati cittadini”.
Quell’esperienza ci dice ora di prender atto con una certa motivata diffidenza della notizia delle nuove frontiere della collaborazione intercomunale non sapendo ancor bene a cosa e a chi questa volta porterà vantaggio questa politica di intervento sul patrimonio boschivo pubblico. L’augurio è che La Sentinella, riscoprendo l’originario significato del nome a cui si rifà, si risvegli dal lungo sonno in cui la sudditanza politica l’ha indotta. Sarebbe bello che ritornasse a “vigilare”abbandonando almeno ogni tanto i toni di eterna propaganda elettorale. Siamo certi che con un po’ di buona volontà non mancheranno le occasioni perché il giornale possa allargare la propria visione del mondo ad una dimensione più vasta e meno “virtuale” di quella che i dati forniti dai “clienti abituali” vogliono proporre ai lettori.

Un cittadino di Andrate.

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