Antipolitica: patologia eversiva, secondo Napolitano.

[La Voce del Canavese del 12/12/2014].

vignetta

Negli anni ’70 Pannella attaccava la “partitocrazia”, candidava e riusciva a far eleggere Cicciolina (Ilona Staller pornostar n.d.r.) alla Camera, negli anni ’90 Bossi incitava i Padani ad “oliare i kalasknikov”, fa antipolitica chi alla cosa pubblica non da nulla, neppure la fatica di informarsi, ma da questa tutto pretende, scriveva Michele Serra su La Repubblica.

Crozza, nel suo show del 12 Dicembre, riconosce a Giorgio Napolitano, nostro Presidente, la circostanza di essere stato compagno di scuola di Pericle. Quest’ultimo, nel suo “Discorso agli Ateniesi” www.youtube.com/watch?v=1u10kKrVeUI, 461 a.c. esordisce con “Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così”. E proprio perché “qui noi non facciamo affatto così” il nostro si affanna declamare, in occasione del discorso all’Accademia Nazionale dei Lincei, il 10 Dicembre, addirittura interrotto da attimi di sincera commozione: “Ma così la critica della politica e dei partiti, preziosa e feconda nel suo rigore, purché non priva di obbiettività, senso della misura, capacità di distinguere ed esprimere giudizi differenziati, è degenerata in anti-politica, cioè, lo ripeto, in patologia eversiva.”.

Ci stiamo riferendo ai “vaffanculo” di Grillo, alle, perché no, rabbiose proteste dei Parlamentari Grillini? Se questa è anti-politica, se è patologia eversiva, allora sarà il caso di ricordare che diversamente da Pannella, Bossi, i qualunquisti a cui si riferisce Serra, per quanto riguarda il M5S, ci stanno 109 deputati e 54 senatori a rappresentare oltre il 25% degli Italiani. Dunque un quarto degli Italiani sta facendo antipolitica, è patologicamente eversivo, o non sarà che la politica che si sta facendo deve darsi una regolata?

Un inatteso assist arriva da Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione Episcopale Italiana, che alla domanda “E’ più eversivo un politico corrotto od un antipolitico onesto” risponde senza esitazione, “il politico corrotto”. E poi continua, sintetizzo il suo intervento: “i guai li crea la corruzione e la mancanza di etica nella politica, dobbiamo creare un’economia dove le decisioni non siano prese da pochi in stanze oscure, ma che siano trasparenti. Ci deve essere la partecipazione della base”. Sia chiaro che non stiamo facendo il filo a chicchessia, ci sembra invece oggettivamente significativo che, nella prona sudditanza dei maggiori commentatori politici e dei media di regime, si alzi dissonante la posizione della Chiesa, ancorché attraverso il collaudato “parlo con nuora perché suocera intenda”.

L’onestà dei veri pentastellati, purtroppo per gli altri, non può essere messa in discussione, ma bisogna comunque e sempre attaccarli in ogni modo e su tutti fronti, proprio perché la casta dominante non può permettere ad alcuno di differenziarsi così tanto da se stessa. Mi verrebbe da pensare che al momento ci sia un vero e proprio piano di attacco discriminatorio contro i 5 Stelle. In un momento così difficile per la nostra tribolata nazione, con un nuovo anno che si presenta ancora più difficile e tormentato degli ultimi passati, minacciato persino dai venti di guerre internazionali verso cui i nostri sommi alleati vogliono portarci, il mio augurio è che quel “Discorso agli Ateniesi”, dell’illustre compagno di scuola, fornisca sereni spunti di riflessione in occasione del vicino “Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica”. Un’occasione da non perdere per rimediare a tanta irresponsabile superficialità.

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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