Approfondimenti sulla Riforma Costituzionale

Approfondimenti sulla Riforma Costituzionale

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L’altra settimana è nato ad Ivrea il comitato per il NO alle modifiche costituzionali e su questo filone proseguo con una disamina sui reali motivi che hanno portato il governo Renzi su questa strada. In realtà mi riesce difficile credere che sul tema ci sia un reale interesse d’analisi e comprensione. Questa mia conclusione è mutuata dal fatto che si parla sempre e solo del peccato, ovvero la modifica illegittima alla costituzione, ma non del peccatore, che in questo caso è il PD di Renzi, ma potrebbe essere chiunque altro. Questa negazione della realtà, sarà con buona probabilità il cavallo vincente che permetterà finalmente la tanto sognata modifica al sacro testo. Già, ma sognata da chi? Ebbene, anche se la maggior parte delle persone non se ne è accorta, durante il susseguirsi dei governi di centro-destra e centro-sinistra, l’unico progetto unilaterale portato avanti è stato il Piano di Rinascita Democratica della P2 di Gelli. Su questo tema, si è speso anche Marco Travaglio, sottolineando di volta in volta i contributi dei vari Governi all’attuazione dei piani specificati nel documento. Di tutto ciò non mi spaventa la complottistica visione di un ipotetico (o reale) governo ombra, ma la mediocrità delle analisi e la sterilità dei progetti. Il Piano Di Rinascita, fu scritto proprio da Gelli e da alcuni suoi collaboratori ed è pertanto frutto di menti più inclini all’opportunismo che all’analisi geopolitica. Con buona probabilità il documento è il figlio illegittimo di un altro documento di tutt’altro spessore ovvero “The Crisis of Democracy. Report on the Governability of Democracies to the Trilateral Commission” del 1975. Insomma la pessima declinazione delle analisi sul Trilatero America, Europa e Giappone è toccata a noi. A prova di ciò vi riporto un breve estratto del piano: «Nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato, di rappresentanza di 2° grado, regionale, degli interessi economici, sociali e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari – ex magistrati – ex funzionari e imprenditori pubblici – ex militari ecc.)» . Tenete presente che sono passati quarant’anni dalla stesura originale, qualche ritocchino è lecito. Altro punto saliente è la modifica al Titolo V della Costituzione. La tendenza è quella di accentrare il potere a scapito delle autonomie locali. In realtà il documento della Trilateral Commission mette in guardia da lineari modifiche strutturali, figlie del retaggio dell’ ”Ordine” tipico delle culture latine. Credo sinceramente che questo sia il modo più veloce per raggiungere l’entropia sistemica tanto temuta dalla Trilateral. Diciamo anche che, da Governi che utilizzano documenti programmatici vecchi di decenni non ci si può stupire di nulla, perché sono il nulla. La società Italiana, già in agonia, giungerà presto al collasso con una velocità proporzionale al processo di accentramento del Potere. Al culmine di tale processo si arriverà alla saturazione decisionale e le strutture saranno in balia di loro stesse. Certo, per un breve periodo tale meccanismo acconsentirà ad un esiguo numero di persone di arricchirsi in modo sproporzionato, ma per tutti gli altri collaboratori e sostenitori il piatto sarà sempre vuoto. Il mondo post-industriale è un sistema complesso, e come avviene in tali sistemi, le variabili sono talmente tante e interconnesse tra loro che una piccola mossa sbagliata può generare catastrofi. In questo campo minato si procede saltellando qua e la, affidando le sorti del mondo più all’ottimistica visione di Fortuna che ad una scientifica e deterministica strategia. Solo lo studio dei fenomeni complessi, declinato nel contesto sociale, potrà far fronte alla crisi strutturale delle democrazie. Concludo dicendo che il secolo in cui viviamo è frutto della mente geniale di scienziati e pionieri, come possiamo credere che una tale struttura possa essere gestita in modo efficace ed efficiente da concorrenti della Ruota della Fortuna, ballerine e showman? Il quadro non è certo idilliaco, mi aiuta però sapere che è dal caos che si costruisce l’ordine ed i prossimi decenni saranno sicuramente prodromici in tal senso. Questa è una realtà con cui il M5S dovrà fare i conti.

Pierre Blasotta

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