Buonanno

Tutta l’ipocrisia che conta

 

Buonanno
Questa settimana è accaduto un fatto che utilizzerò per spiegare il perenne stato di mistificazione della realtà in cui viviamo, il quale ci impedisce di veder chiaro il futuro, offusca l’identità, la coscienza collettiva e imprigiona il paese in un limbo di eterno presente. Gianluca Buonanno, esponente della Lega Nord, in diretta TV estrae una pistola per pubblicizzare la proposta di cofinanziamento pubblico per l’acquisto di armi per “difesa personale”. Ora, la reazione di tutti è stata abbastanza scontata ovvero prese di posizione contrarie, richiami, invettive e chi più ne ha più ne metta. Personalmente credo che sia giusto che l’atto venga condannato tout court, senza appello, perché un rappresentante delle istituzioni deve dare sempre il buon esempio, e le armi non lo sono di certo. Detto questo però dobbiamo renderci conto che, rispetto a tutto quello che passa in TV, con beneplacito di tutte le parti in causa, su una ipotetica scala di gravità l’episodio ha un peso molto relativo. L’azione di Buonanno è esplicita, facilmente schematizzabile, riconoscibile e misurabile , cosicché la psiche può facilmente “trattarla” in modo opportuno prendendone le distanze. Un occhio “istruito” sa perfettamente che l’arma letale non è tanto la pistola di Buonanno, ma la TV stessa. A tutte le ore spot con matrice erotica stimolano i teenager, serie televisive incitano al cinismo, alla carriera come scopo di vita, alla competizione senza regole, alla prevaricazione dell’individuo nei confronti del prossimo, al tradimento, alla divinizzazione del denaro e del “possesso”. Ad ogni occasione ci viene ricordato che il successo si può raggiunge oziando in una casa, pubblicando video idioti su youtube, oppure partecipando ad un talent show. Tutto ciò ben occultato dietro una patina di “perbenismo e design moderno”. Il risultato? Generazioni intere senza metà e valori morali, corsi universitari a matrice scientifica a corto di alunni , aziende che non trovano persone preparate, interi settori che stentano a fare i conti con la concorrenza straniera, famiglie sgretolate e corruzione morale dilagante. Prendiamo ora questo aforisma di Sun Tzu «La miglior vittoria è sottomettere l’avversario senza neppure combattere. ». Questa tecnica, molto ben espressa nel libro l’Arte della Guerra, prende il nome di sovversione. In sostanza si interviene a livello culturale, per mezzo dei media, per modificare i valori tradizionali di una società bersaglio.In questo modo nel tempo di una generazione si può “rieducare” la popolazione a non riconoscere gli attori della manipolazione come nemici ma come liberatori. Al tempo stesso, si possono minare le basi dello stato democratico in modo tale che la sua “potenza” economica, bellica e morale venga ridimensionata e debellata. In questo modo si può ottenere il controllo completo di una nazione senza sparare un colpo. Siete ancora convinti che la pistola di Buonanno sia la cosa peggiore mai apparsa in TV? Ovviamente sono tematiche complesse, ci vorrebbero pagine intere per descrivere lo “stato dell’arte” di queste tecniche. Yuri Alexandrovich Bezmenov era solito affermare che solo il 15% del budget della agenzie governative quali CIA,NSA,KGB ecc. è impiegato per azioni in stile James Bond, tutto il restante 85% è destinato al concetto di “sovversione”. A questo punto potreste chiedermi chi cerca di sovvertirci. George Orwell risponderebbe così: «La guerra viene combattuta dalla classe dominante contro le classi subalterne e non ha per oggetto la vittoria sull’Eurasia o sull’Asia orientale, ma la conservazione dell’ordinamento sociale.»

Pierre Blasotta

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