COLPO DI “MANO”

Da poche ore il nuovo presidente NON eletto è Sir. Paolo Gentiloni. Non ho avuto neppure il tempo di apprezzare la vittoria del NO al referendum del 4 Dicembre, che subito mi ritrovo vittima, come la maggior parte degli italiani liberi, dell’ennesimo colpo di “mano” del Presidente Mattarella, che in sodalizio con Re Giorgio, affida quel che resta della “Repubblica” nelle mani del vice-Renzi. Vero è che la vittoria del NO li ha colti impreparati, infatti a fronte degli sforzi nazionali ed internazionali, degli ingenti capitali investiti e della quasi totalità dei media impiegati, il NO ha prevalso sonoramente segnando una battuta d’arresto nella guerra che la finanza globale ha dichiarato al paese e alla sua gente. Sicuramente Renzi ha commesso il grave errore di personalizzare il voto referendario, che è diventato sostanzialmente un voto sul governo, ma sarebbe una pericolosa congettura quella di credere che il risultato del voto sia solo un “voto di protesta”. (vi invito anche a riflettere sul fatto che quando il voto non è conforme a quello che l’establishment si aspetta, allora è un voto di protesta, quando invece è conforme è segno di speranza e cambiamento). In ogni caso, oggi il paese è spaccato in due, ovvero le forze “popolari” chiamiamole così, tra cui sicuramente il M5S, e le forze “atlantiche” che sono tutti gli altri. Non faccio distinzioni perché centro-destra e PD sono due facce della stessa medaglia, riferimenti italici d’interessi esteri, non esitano a intervenire l’uno in soccorso dell’altro in caso di problemi. Non resta che augurarsi, per il bene di tutti, che Sir. Gentiloni occupi l’istituzione per pochi mesi e con il solo fine di indire le elezioni sotto una legge elettorale consona. E’ importante definire quel consona, ovvero NON atta ad impedire che un partito specifico possa vincere le elezioni, viceversa la debole tenuta sociale della penisola verrebbe meno ed in poco tempo potremo ritrovarci in “spiacevoli situazioni”. Anche se può sembrare esagerato, il quadro è abbastanza inquietante, da una parte abbiamo, metaforicamente, il Teatro alla Scala che ospita lo spettacolo Madama Butterfly, e fuori una massa informe di “vaucerizzati”, esodati, immigrati, giovani espatriati, andati, loro malgrado per il mondo in cerca della “terra promessa” e di famiglie svuotate, in attesa che il loro Ulisse faccia ritorno, di uomini e donne rassegnati, consapevoli che per quando duramente possano studiare o lavorare, ci sarà qualcun altro “accreditato” che farà carriera al posto loro. La miscela giusta per un’esplosione! In realtà il vero nemico è sempre lo stesso, ed è ormai da due secoli che ciclicamente ci porta in conflitto, si mostra sotto diverse vesti, parla tutte le lingue del mondo, è apolide, è narcisista e vuole vedere se stesso ovunque, omologa le differenze, ingloba tutte le regole e ne impone solo una, questo nemico è il”mercato”. E’ chiaro che il PD insieme a Forza Italia sono i riferimenti neoliberisti attuali, è chiaro che la sinistra, perduta la “superiorità morale” vede nel M5S il nemico da uccidere, unico testimone vivente in grado di ricordargli quell’ ipocrisia sulla quale hanno eretto le loro carriere. Se non viene velocemente colmato il divario tra il ricco e il povero, che i governi che si sono succeduti in questi decenni hanno creato, non mi resta che concordare con Paolo Barnard, sarà “blood in the streets”! Bisogna velocemente rimettere le cose a posto, e rimettere immediatamente l’uomo, inteso come essere umano, al centro. Non è l’uomo che deve adattarsi al mercato, semmai viceversa, le banche e i capitali devono tornare ad essere i mezzi e non i fini, lo stato deve controllare e regolamentare gli eccessi del capitale. Ve lo spiego con questo aforisma di Winston Churchill: «Molte persone, vedono l’impresa privata, come una tigre feroce, da uccidere subito. Altre invece, come una mucca da mungere. Pochissime la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro.» Un robusto cavallo senza briglie sarebbe poco utile allo scopo, se non addirittura pericoloso! Senza regole si finisce in un tutti contro tutti, in cui chi ha più risorse vince ed attenzione a non farvi fregare, quella che millantano non è la globalizzazione delle genti, ovvero l’unione di tutte le culture nel segno della pace e della fratellanza, ma una conseguenza del mercato che poco ha a che fare con le reali esigenze umane.

La produzione capitalista ha unificato lo spazio, che non è più limitato da società esterne. Questa unificazione è nello stesso tempo un processo estensivo e intensivo di banalizzazione. L’accumulazione delle merci prodotte in serie per lo spazio astratto del mercato, che doveva infrangere tutte le barriere regionali e legali, e tutte le restrizioni corporative del Medioevo che preservavano la qualità della produzione artigianale, doveva allo stesso modo dissolvere l’autonomia e la qualità dei luoghi. Questo potere di omogenizzazione è l’artiglieria pesante che ha abbattuto tutte le muraglie cinesi.         Guy Debord

Pierre Blasotta

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