COMUNICATO STAMPA: «Vitalizi? Agli attuali consiglieri sì, in futuro si vedrà, più aumento indennità con indicizzazione Istat‏»

«Vitalizi? Agli attuali consiglieri sì, in futuro si vedrà, più aumento indennità con
indicizzazione Istat »

La Regione Piemonte si accoda pavidamente a quanto richiesto dal Governo Monti e a quanto fatto da
altre Regioni italiane: tagliamo i vitalizi, un assegno mensile di 3000 € dopo soli 5 anni di mandato, ma solo dalla prossima legislatura.

PD, Lega Nord e IDV che nei giorni scorsi avevano tuonato
sui giornali per «eliminare i vitalizi da subito», votano no ai due emendamenti
presentato dal MoVimento 5 stelle che chiedevano prima l’eliminazione dei vitalizi retroattivamente, compreso quello di chi già lo
percepisce (confortati da alcune sentenze delle Corti di Cassazione e
Costituzionali che definisce il vitalizio un privilegio autodeterminatosi e non
una pensione acquisita) e poi l’eliminazione, almeno a partire dai consiglieri
oggi in carica.

Ma ovviamente nessuno
intende votare contro un proprio benefit: mi piacerebbe sapere se i consiglieri
dellaprossime legislature legifereranno per rinviare l’eliminazione dei
vitalizi dalla legislatura successiva alla loro.

Infine il Presidente
del consiglio regionale, Valerio Cattaneo, infila un articolo che sgancia
le indennità dei consiglieri regionali da quelle dei parlamentari (
forse
perché quelle dei parlamentari saranno ridotte?),

fissandole a 8631,71  lordi. Poi, con un piccolo comma, si inserisce l’indicizzazione
delle indennità dei consiglieri regionali all’indice di variazione dei prezzi
al consumo per le famiglie di operai ed impiegatideterminatosi nell’anno
precedente, secondo le rilevazioni ISTAT
.

Se si chiamano prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati” forse è
perché con 1000 € al mese,l’aumento del 3% del prezzo del
pane, del latte, delle verdure incide, e inciderà, notevolmente sulla loro
capacità di arrivare a fine mese
.

Vergognoso nel clima ttuale del paese, pensare che i consiglieri regionali che guadagnano da
8000 a 12000 € netti
al mese abbiano bisogno di aumentarsi
lo stipendio per l’aumento del costo del pane. O forse che le sontuose
campagne elettorali e la compravendita del consenso
risentono
dell’aumento dei costi della vita più della pasta?

Davide Bono

capogruppo regionale

MoVimento 5 Stelle

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