COMUNICATO STAMPA: GIÙ LE MANI DAI TRENI

Trenitalia pasticcia nuovamente con gli orari dei treni. Rivoluziona gli orari in Piemonte
e riprova a tagliare i treni diretti che collegano il Nord Italia con il Sud,
sia i notturni (con centinaia di posti di lavoro della Wagon Lits persi dall’11
dicembre) che i diurni. L’anno scorso una sollevazione popolare li aveva fatti
reinserire, vedremo cosa succederà oggi.

Da mesi assistiamo a queste curiose “ristrutturazioni degli orari” per cui ad
esempio sono stati cancellati i treni che collegavano Torino con il Sud Italia passando dalla linea Adriatica, sui
quali viaggiavano tutti quei residenti in Piemonte che mantengono ancora
relazioni e contatti con le loro città d’origine nel Centro e Sud Italia.

Ad esempio, il treno delle 10.45 da Torino e con destinazione Lecce ad oggi è
stato soppresso e lo stesso è successo con quello che tornava a Torino, sempre
con viaggio diurno.

Già lo scorso anno il medesimo taglio aveva creato non pochi disagi ai viaggiatori
a lunga percorrenza che si erano ritrovati a fare un percorso di almeno 10-12
ore, con obbligo di cambio nelle stazioni del centro-nord ed utilizzo delle
Frecce Bianche o Rosse, a scapito di un treno unico, funzionale, molto meno
costoso e significativamente molto frequentato, a fronte di un risparmio di
tempo ridicolo (al massimo 1 ora e 30 minuti).

Addirittura l’Inter-regionale Torino-Ancona delle 6 del mattino, magicamente trasformato in un treno che fa
Torino-Piacenza e Piacenza-Ancona, non compare sui motori di ricerca, forse per
incentivare l’utilizzo degli intercity che a pari tempo di tratta costano il
doppio? O ancora, per favorire, vista la lentezza degli intercity e degli
Eurostar, l’utilizzo delle carissime Frecce Rosse (care anche a Passera,
azionista di NTV di Montezemolo, concorrente di FS sull’Alta Velocità), che
obiettivamente sono sempre in perdita?

Presidente Monti, sarebbe proprio ora di rispettare i pendolari e rendere
quanto meno sopportabile il loro impegno a ridurre l’impatto dei propri
spostamenti. Magari investendo altrimenti i soldi dell’Alta Velocità
Torino-Lyon e legiferando norme adeguate per sanare l’italico conflitto di
interessi?

Davide Bono

capogruppo regionale

MoVimento 5 Stelle

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