COMUNICATO STAMPA: I VERI COSTI DEL TAV

Mentre si continua a criminalizzare le pacifiche
manifestazioni in Valsusa, si provvede ad istigare la “pancia”, anzi
la tasca, dei Torinesi lanciando falsi messaggi per tentare di rimpinguare
l’ormai esiguo consenso all’opera.

Si parla di costi imputabili ai manifestanti per i mancati
introiti derivanti dal consumo dei pasti nelle strutture della Valle. Pasti che
gli operai non riuscirebbero a consumare per paura di ritorsioni.

A prescindere dal fatto che attualmente non è in funzione
nessun cantiere, non si capisce quindi dove sarebbero gli operai al lavoro: c’è
qualcosa nel ragionamento che non convince.

Le ditte che dovrebbero effettuare i lavori, secondo la
tanto sbandierata legge regionale di ispirazione francese, dovrebbero essere
locali. Quindi non si capisce quali dovrebbero essere i ritorni economici per
le strutture ricettive della zona. Inoltre, i lavori del cantiere non ci
risulta siano partiti, dato che al momento non sono partite neanche le lettere
di esproprio dei terreni privati interessati dal cantiere.

Sembra che l’opposizione all’opera costi ai ristoratori
dell’Alta Valle di Susa – che potrebbero ospitare i cantieristi – circa 35.000
euro a settimana. Quindi possiamo dire che al momento stiamo risparmiando
soldi, considerato che fare quest’opera costerebbe ai cittadini italiani circa
19 milioni e 230mila euro alla settimana.

MoVimento 5 Stelle Piemonte

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