COMUNICATO STAMPA: L’ENNESIMO “RAGGIRO” DELLA REGIONE CONTRO IL REFERENDUM SULLA CACCIA?

Con un colpo di mano che riteniamo legislativamente e politicamente
“eversivo”, l’Assessore Sacchetto, durante la prima seduta della
commissione che avrebbe dovuto analizzare le varie proposte di legge sulla
caccia, presenta un emendamento che abroga integralmente la l.r. 70 del 1996,
attualmente legge quadro in materia di prelievo venatorio, facendo decadere
tutte le proposte di legge fatte dai consiglieri, di maggioranza e minoranza,
nonchè lo stesso, attesissimo, referendum sulla caccia.

Infatti, finalmente in primavera si dovrebbe svolgere il referendum regionale contro la
caccia, atteso dal 1987, grazie alla sentenza 1896 del 29 dicembre 2010 della
Corte di appello di Torino, che ha sancito la sussistenza del diritto
soggettivo del Comitato promotore del referendum
all’espletamento della procedura referendaria. Se venisse accolto l’emendamento Sacchetto, oltre a svuotare di
ognisenso l’attività legislativa dei consiglieri, sopprimerebbe anche una delle
poche possibilità del cittadino di esercitare la democrazia diretta. E udite,
udite, per soddisfare la lobby venatoria e per motivi economici.

Il presidente Vignale e l’Assessore Sacchetto infatti hanno affermato che il costo
di un referendum (simile a quello di un’elezione regionale, circa 20 milioni di
euro) è elevato e che la Regione ad oggi, in esercizio di bilancio provvisorio,
non avrebbe le risorse. Abbiamo ribattuto che allora nel 2015 potremmo non fare
le elezioni regionali visto che hanno un costo. Sicuramente l’eliminazione del
quorum, come da noi proposto con la pdl 112, aiuterebbe a ridurre il numero di
seggi elettorali equindi i costi di un referendum. Ma l’esercizio della
democrazia non può essere limitato dalla carenza, vera o presunta di soldi. E
oggi abbiamo assistito ad una pessima pagina della democrazia in Regione.

 

Davide Bono e Fabrizio Biolè

Gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle

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