Contro la crisi serve un nuovo percorso economico-politico

Legittimo e in qualche modo giustificato dall’analisi dei primi potenziali effetti della decreto Monti, lo sciopero generale dei sindacati confederati si è diviso in due: comparti importanti come quello statale e quello dei trasporti incroceranno infatti le braccia lunedi 19. Ci chiediamo però a che servano tre ore di sciopero, un po’ poco per pensare di andare ad intaccare le scelte di un Governo commissariale imposto da organi europei che non abbiamo eletto (Bce e Consiglio Europeo). I cittadini dovrebbero scendere in piazza senza leader (sindacali o politici) per reclamare che loro sono il 99% (come gli indignados), che è inutile e dannoso inseguire la crescita del PIL se questo è slegato dal benessere prodotto alla comunità e dalla sostenibilità ambientale, che il debito è un artificio della Banche private che detengono le chiavi della moneta e della speculazione finanziaria. 
E’ palese che trenta miliardi di manovra in un anno solare che ne ha già viste due (con quasi 2 mila miliardi di debito pubblico), tutti concentrati sulla destrutturazione del welfare, sulla reintroduzione di un ICI potenziata, su un pastrocchio nella razionalizzazione degli enti minori che non serve a nessuno, sono insufficienti e pesantemente iniqui. L’aumento IVA e quella dei carburanti è poi la ciliegina sulla torta che massacra sempre i soliti, le piccole-medie imprese ed i cittadini che pagano le tasse. Questa e le future manovre (già tutte decise a livello europeo, a marzo 2011, ben prima della crisi finanziaria) porteranno solamente all’indebitamento ed impoverimento ulteriore del paese con la svendita della nostra ricchezza ai capitali finanziari internazionali (come già fatto nella precedente crisi finanziaria del 1994). Non faremo default perchè le Banche (tra cui Intesa-San Paolo al Governo con i ministri Passera e Fornero ed il sottosegretario Ciaccia) non ci permetteranno di farlo. Nel frattempo si stanziano 300 miliardi per le grandi infrastrutture (Passera dixit) e continuano gli investimenti sulle spese militari (15 miliardi solo per gli f35 di Cameri).
 
Evidentemente, episodi come quello del pacco bomba ad Equitalia, rischiano di essere sempre più frequenti. Il ruolo del MoVimento 5 Stelle e dei sindacati indipendenti è proprio quello di evitare l’inasprirsi del clima, costruendo un percorso economico-politico complementare a questo che ci dicono ci salvi dalla crisi finanziaria ma ci infila in una crisi economica, sociale, politica medioevalizzante.
Davide Bono e Fabrizio Biolè – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

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