COSTI DELLA POLITICA: IL “Partito Defunto” PIEMONTESE DA’ SEGNI DI VITA?

Nel dicembre del 2010, pochi mesi dopo le elezioni regionali, il MoVimento 5 Stelle propose un programma per il taglio dei costi della politica che avrebbe permesso all’Ente di risparmiare oltre 50 milioni in cinque anni. In quella circostanza la proposta venne scartata immediatamente, senza nessuna volontà di discussione. E anzi: fummo letteralmente malmenati per aver osato fare pacifiche rimostranze sulla resistenza dell’emiciclo alla riduzione degli stipendi da noi proposta.

Oggi il Pd regionale presenta una propria proposta di legge sulla riduzione dei costi della politica.

Curioso che un consigliere come Taricco, che non voleva far risparmiare alla Regione 12 milioni l’anno, si spertichi in lodi alla proposta del proprio gruppo consiliare.

Si è accorto un po’ tardi dell’istituto del vitalizio che i consiglieri non eletti conseguono a 65 anni (o con minime riduzioni a 60, 55 anni e via a scendere) dopo solo 5 anni di mandato? Meglio tardi che mai, in ogni caso la proposta non è retroattiva, per cui la sua “meritatissima” pensione è salva!

Il problema, mi si consenta, è che questa sarà l’ennesima proposta di facciata che rientra nell’ipocrisia dei tagli ai costi della politica che stanno portando avanti PdL e PdmenoL (e compagnia cantante), incalzati da indignados, precari e cittadini che ormai quotidianamente “assediano” Montecitorio.

In Parlamento si tagliano i gettoni dei consiglieri comunali e non le auto blu o le indennità da 20 mila euro mensili.

Poteva la Regione essere da meno? Si propone di tagliare i fondi dei gruppi consiliari destinati alle spese di funzionamento e all’assunzione dei collaboratori (con conseguente precarizzazione degli stessi) e non gli stipendi dei consiglieri regionali.

E, paradosso ancora più grave, si propone una riduzione del numero dei consiglieri, quando sarebbe invece molto più semplice ridurre lo stipendio singolo in modo da mantenere la maggior rappresentanza territoriale degli stessi.

Infine il mantenimento dei gettoni di presenza, inesistenti in qualsiasi altro tipo di lavoro, conferma lo scopo esclusivamente mediatico della proposta, che finge attenzione e regala spot.

Non farò di sicuro l’errore di ostruirne il percorso solo perché, tra le altre cose, viene da un partito che ha tra le sua fila anche chi mi colpì in aula durante la seduta di discussione della nostra proposta; sarà però mio dovere quanto meno emendarla in senso più stringente.

Fabrizio Biolé
Consigliere Regionale
Gruppo MoVimento 5 Stelle

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