COTA NON SVENDERE IL PATRIMONIO ASL!

Siamo curiosamente mossi dal fatto che ultimamente dettiamo la politica della Giunta Cota. Prima sull’impossibilità di vedere la Rai in Piemonte, ora sul patrimonio immobiliare delle ASL. Colpiti dalla puntata di Presa Diretta sul patrimonio inutilizzato delle ASL del Lazio, abbiamo chiesto in data 14 marzo 2011 alla Direzione Sanitaria la situazione del patrimonio immobiliare e mobiliare delle ASL per tema che, vista l’incuria, potesse essere oggetto di monetizzazione immediata tramite il cosidetto “federalismo demaniale”. Ed ecco perchè siamo poco stupiti dalla lettura del Sole 24 Ore di oggi. Tra l’altro i ” ricavi derivanti da canoni di locazione o da altro titolo, essendo tali rapporti contrattuali gestiti direttamente dalle aziende in piena autonomia nel rispetto della normativa vigente, non sono in possesso” dell’Assessorato alla Sanità ma la Direzione Risorse Umane e Patrimonio. Ciò vorrebbe dire che se la Regione vende i cespiti disponibili per tappare almeno il deficit di bilancio annuale (pari a 1 miliardo di euro in cui vi sono i 300 milioni di interessi sui mutui), ne verrebbe a risentire la Sanità con minori entrate. E che politica è questa? Delle tre carte? Uno studente al primo anno di Università sa che in una contingenza di crisi economica vendere il proprio patrimonio immobiliare è un suicidio, mentre sarebbe molto meglio una politica attendista puntando sulla valorizzazione e la locazione dell’esistente, nell’attesa di una stabilizzazione virtuosa dell’economia. Stabilizzazione che con questa classe politica vediamo assai lontana.

Davide Bono – Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

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