Dalla Paneuropa allo stato minimo

Dalla Paneuropa allo stato minimo.
Quando qualcuno mi chiede perché sono così avverso all’Unione Europea sono solito rispondere che non appartenendo ai ceti alti della società, non ho nulla da guadagnare in questo progetto Paneuropeo, semmai ho molto da perdere tra diritti fondamentali e servizi. I più restano perplessi, in fondo è più di mezzo secolo che l’Unione Europea viene presentata come un’indiscussa vittoria dell’umanità e si sottintende che chi la critica è un nazionalista reazionario. A lasciarmi ancor più perplesso è il fatto che l’Unione Europea è difesa e propagandata proprio da quelle forze che si definiscono di “sinistra”. Ovviamente il Partito Democratico non manca l’appello quando si tratta di affermare il loro totale sostegno al progetto. Ebbene, tutte queste persone, il più delle quali è convinta del contrario, sta supportando un progetto di stampo neoaristocratico, iperliberista e reazionario. Sebbene nel suo spirito iniziale il progetto Paneuropeo, ipotizzato per la prima volta da Coudenhove-Kalergi, avesse una spiccata linea socialdemocratica, la paura per il Comunismo (era appena finita la Seconda Guerra Mondiale), aiutò gli aristocratici e l’elite mondiale a plasmare il modello europeo nascente strappandone le fondamenta democratiche e sostituendole con una regia minima di tecnocrati. Le priorità divennero quindi la moneta unica e l’abbattimento delle barriere doganali per poter attuare da subito il modello liberista, posticipando la questione “democratica”. La stessa verrà sapientemente ridimensionata e accantonata negli anni accelerando invece la cessione di sovranità nazionale degli stati aderenti per far confluire i poteri decisionali a organi centrali, quali banche e istituti privati. Il parlamento europeo avrebbe contribuito a quella che viene definita democrazia-formale, sempre subalterna ai circoli tecnocrati elitari. Quanto detto sopra, pur essendo un riassunto e in quanto tale lacunoso di molte importati sfumature, è in buona sostanza lo stato dell’arte. Da ciò deriva la mia avversità nei confronti di questa Unione Europea. Badate bene, la mia non è un’avversione tout court a ogni sorta di Progetto Paneuropeo anzi, credo che l’Europa unita sotto il segno della democrazia reale sia la via maestra per realizzare un secolo di pace Mondiale. La mia personale visione Paneuropea coincide quasi del tutto con il Manifesto di Ventotene redatto da Altiero Spinelli e sapientemente boicottato dalle correnti più reazionarie dell’epoca. Il progetto Europeo viene ovviamente declinato sugli stati aderenti in modo da espropriarne passo dopo passo la sovranità nazionale. La ricetta per gli stati membri coincide con l’attuazione del cosiddetto stato minimo e anche in questo caso, paradossalmente, sono state le forze comunemente considerate di “sinistra” a dare maggior vigore al processo. Nel nostro paese, da diverse decadi si sta verificando la graduale ma inarrestabile transizione da stato-sociale a stato minimo. Renzi, ultima pedina di un gioco molto più grande, mette orgoglioso l’accento sulla flessibilità, corollata dalla solita riduzione del welfare in favore di privatizzazioni, lottizzazioni, svendite di partecipazioni statali e tutto ciò che nello stato minimo è ritenuto superfluo. Credo che fosse il 2013 quando mi ritrovai a cena con Nino Galloni, economista Italiano di fama internazionale. Il discorso che mi fece, seppur in modo molto sfuggente, mi conferma a distanza di anni che il progetto antidemocratico europeo procede a gran velocità ed è indipendente e trasversale ai partiti politici. Ecco però da qualche anno iniziano ad affermarsi movimenti internazionali, dei quali M5S è probabilmente il principale, che, seppur faticosamente, mettono in dubbio il monolite europeo. Traslare una democrazia reale in una formale non è una cosa così semplice da attuare, le varie costituzioni infatti sono pregne di “sicurezze” poste dai padri fondatori per rendere lungo e difficile il percorso che porta all’abdicazione della democrazia. Ecco perché il progetto internazionale utilizza delle “Entità”(*) per perseguire i propri scopi in tutti i casi in cui si verificano battute d’arresto a causa di singoli uomini o intere forze politiche che si mettono “di traverso”. Che vi piaccia o no questa è un’analisi veritiera, seppur parziale, di come stanno le cose. Per tutti voi che credete veramente nella democrazia non resta che chiedervi se i vostri riferimenti politici siano stati sinceri con voi, oppure abbiano usato il velo Maya (la grande illusione), per ingannarvi e concedergli così la legittimazione politica necessaria all’attuazione dell’occulto progetto. Il cambiamento e l’evoluzione sono possibili solo se la coscienza collettiva è sufficientemente edotta e consapevole. La stessa sapientemente tenuta a livello ilico per mezzo dei media e di una scuola sempre più orientata verso la “produzione” di sudditi piuttosto che cittadini.

“Ogni volta che un uomo combatte per un ideale… emette una minuscola onda di speranza e queste onde, intersecandosi da un milione di centri differenti di energia e di audacia, producono una corrente in grado di spazzare via i più poderosi muri di oppressione e resistenza. “ Robert Kennedy

(*) Entità rivelate a Paolo Borsellino

Pierre Blasotta

One thought on “Dalla Paneuropa allo stato minimo

  1. maurizio simoncini 25/01/2016 at 10:18 - Reply

    Buongiorno, concordo ..grazie
    Penso che questa tesi a sostegno degli ideali del Manifesto di Ventotene ( Altiero Spinelli ) dovrebbe essere sostenuta anche nel parlamento europeo dal movimento.
    Cordialmente

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