Difendiamo il parco Rio Crosio

Difendiamo il parco Rio Crosio

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Proprio
poco prima della grande adunata nazionale degli alpini di oggi e domani
gli alpini astigiani fanno parlare di sè. Ci piacerebbe poter
festeggiare con loro questo momento goliardico e molto sentito dal mondo
alpino ma purtroppo ci tocca constatare l’inizio di uno scempio che
ridurrà, ancor di più, il già misero verde cittadino.

Ieri una buona porzione del parco Rivo Crosio è stata recintata e predisposta per iniziare il cantiere dell’ormai famosa sede degli alpini. L’ho definita “famosa” in quanto è da almeno un anno che si discute e si cercano alternative alla costruzione ex-novo della sede sociale nel parco, tagliando verde pubblico quando ad Asti sono disponibili moltissimi edifici dismessi.

Con grande merito il Movimento Stop al Consumo di Territorio era
riuscito a far ravvedere gli alpini sul loro progetto trovando un
accordo con loro e con il Comune per l’utilizzo dell’ex caserma Muti di
via Scarampi, ormai vuota ed inutilizzata da almeno 30 anni.
Cittadini, abitanti del
quartiere Torretta ed amanti del verde avevano potuto tirare un sospiro
di sollievo fino alla comparsa di questo grande recinto nel parco. Il
nuovo presidente dell’associazione degli alpini astigiana, Blengio,
rivela, invece, di non prendere in considerazione le decisioni prese con
grande fatica ma alla fine, dobbiamo dire, con spirito di sacrificio e
disponibilità mentale a tornare sulle loro idee, degli ex-vertici
ANA-Asti dimostrando di non sottostare ad un articolo dello statuto dell’associazione che presiede e che recita in questo modo: “L’ANA si propone di [..] promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni”

 

A questo  o punto ci chiediamo: ma se anche un’associazione di volontariato che
ha il rispetto dell’ambiente esplicitamente citato nel proprio statuto
dimostra di preferire il cemento armato al verde fra qualche anno ci
sarà ancora possibile calpestare un prato in città? Non bastano gli
speculatori edilizi che già stanno cementificando tutta la città? (vedi
via Torchio, villaggio San Fedele, via Atleti Azzurri Astigiani (zona
palazzetto dello sport).
E’ ora di mobilitarsi per provare a salvare uno dei pochi polmoni verdi cittadini che, una volta distrutto, nessuno potrà far tornare come prima!
Per questo chiediamo ai frequentatori del parco, a coloro che hanno a
cuore il verde pubblico e a tutti gli astigiani di far sentire la
propria voce scrivendo immediatamente all’A.N.A (asti@ana.it e segreteria@ana.it)!
, ai giornali cittadini e/o direttamente sulla recinzione del cantiere in modo da fermare questo scempio finché siamo in tempo!

 

Visita il sito WWW.MOVIMENTO.ASTI.IT per leggere e commentare questo post.

Partecipa alle attività del movimento astigiano

 

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