Discarica A.U.D.I. Missione compiuta?

Era il 12 Luglio del 2014 quando due cittadini mi accompagnarono in un luogo di cui all’epoca ignoravo l’esistenza. Tutto ha inizio pochi giorni prima, quando ricevo una segnalazione ed un invito a recarmi in loco per “vedere con i miei occhi”. L’appuntamento è fissato per Sabato 12 Luglio 2014, ore 10:30 davanti all’ufficio postale di Torre Balfredo. Giungo in anticipo di svariati minuti ed attendo il “contatto” cercando di capire chi possa essere, dato che i colloqui intercorsi erano stati solo scritti e telefonici. Il dilemma fu di facile soluzione perché in quel momento nessun altro era presente sul luogo dell’incontro, non mi restava quindi che attendere. Ci vorranno ancora alcune decine di minuti prima che un furgone cassonato, per intenderci quelli da muratore, rompesse il silenzio entrando con impeto nel parcheggio per andare a fermarsi a lato della mia auto. Con mio stupore scendono due uomini di una certa stazza i quali mi invitano a scendere dalla macchina. E’ il momento dei convenevoli velocemente superato dalla richiesta di uno di loro di salire sul furgone e procedere verso la destinazione. E’ in questo momento che istintivamente mi si accende un campanello d’allarme interiore. La situazione non era quella del classico cittadino che vuole raccontarti il proprio problema, talvolta in un bar, talvolta passeggiando, davanti a me c’erano due uomini sconosciuti che mi invitavano a seguirli su un furgone per una destinazione ignota. Rifletto qualche secondo, decido di lasciare un indizio nell’auto e dopo un veloce controllo delle tasche alla ricerca di qualche potenziale escamotage decido di salire sul mezzo. Mi ritrovo così sul sedile centrale di un furgone che procede spedito verso la campagna, attorniato da due perfetti sconosciuti. La narrazione Hollywoodiana si è spesa moltissimo su situazioni come queste è per fuggire da pensieri poco confortevoli cerco di riflettere sulla situazione accorgendomi di essere completamente fuori luogo. Neanche il tempo di completare il pensiero che il mezzo si ferma in uno spiazzo. «Da qui in poi si va solo a piedi!» mi dicono ridacchiando dopo avermi squadrato dalla testa ai piedi. Era evidente che il mio abbigliamento casual non si conciliava per niente con il percorso che mi aspettava. Non mi sbagliavo, un sentiero impervio pieno di fitta vegetazione costeggia la Dora mentre dalla terra pian piano iniziano ad emergere i rifiuti. Il resto è cosa pubblica, le foto che scattai sul posto divennero prime pagine dei giornali, mentre la questione venne formalmente denunciata agli enti competenti i quali dovettero farsi carico della problematica. Questa settimana è giunta notizia che l’Agenzia interregionale per il Po inizierà a breve i lavori per mettere in sicurezza l’argine eroso. Questa ovviamente è per tutti noi una notizia positiva! Il mio dubbio in questi casi è sempre lo stesso però, ovvero: senza fare “casino”, qualcuno si sarebbe mosso in modo autonomo? Temo che la risposta sia negativa. Tutto è bene ciò che finisce bene direte voi, si, ma non basta! Personalmente ritengo che i punti qui di seguito sarebbero da attuare in modo contestuale:
• Rendere noto, attraverso carotaggi o simili, la reale estensione e ubicazione della discarica/discariche. (I residenti parlano di almeno tre discariche presenti nella zona);
• Rendere inaccessibile le aree con recinzione e segnali di pericolo che avvertano la popolazione della natura dei luoghi;
• Avvisare la popolazione adiacente dei rischi che corrono utilizzando i prodotti agricoli prelevati dai terreni contaminati;
• Eseguire verifiche sui pozzi utilizzati dai cittadini locali;
• Verificare se le colture limitrofe, sono idonee alla vendita e al consumo.
Credo inoltre che i cittadini debbano essere al corrente dei pericoli (reali o teorici) che corrono.
In questo modo possono affrontare con coscienza il problema e prendere decisioni ragionate.
Per questo motivo pubblico un elenco dei siti inquinati della città tratti dalla Tabella A del Dossier per i consiglieri Regionali della VIII Legislatura datata 2006.

 

Pierre Blasotta

One thought on “Discarica A.U.D.I. Missione compiuta?

  1. Per completare l’articolo ricordo i 60000 metri quadrati dell’ex area industriale di Borgofranco d’Ivrea ceduti a privati per cifre irrisorie in gran parte da bonificare, con la presenza di sarcofagi in cemento armato in via di deterioramento dovuto all’età, realizzati a protezione e contenimento di chissà quali sostanze venefiche sotterrate a pochi decimetri dalle falde acquifere. Questo è l’ennesimo esempio di quello che ci rimane dopo un’industrializzazione selvaggia e senza regole… A quando le bonifiche? Le si effettueranno mai? Chi tirerà fuori i soldi? E quelli disponibili che fine hanno fatto? Domande di cui non vedrò mai risposta…

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