E luce fu? Forse.

Nei mesi scorsi ci eravamo occupati delle condizioni precarie, se non addirittura pericolose di molti lampioni urbani. Il problema dell’illuminazione pubblica è stato costante durante tutta la legislatura della giunta Della Pepa, con periodi in cui zone della città rimasero completamente al buio e altre parzialmente. Ricordiamo ad esempio le svariate “notti buie” in via Miniere, così come in una parte di via Torino e zone del quartiere Bellavista. Insomma, a poco più di un anno dalla fine del mandato il problema dell’illuminazione pubblica è migliorato ma non scomparso. La situazione precaria è data dal fatto che per anni l’illuminazione pubblica, con tutto ciò che concerne, ovvero, pali, lampade, cavi, centraline, convertitori ecc, sono stati lasciati alla mercè degli elementi nell’illusoria convinzione che il tempo e le intemperie li risparmiassero. Così non è stato ovviamente ed oggi tocca intervenire in modo corposo. Mentre in via Miniere tutti i pali e le lampade sono stati sostituiti con dei nuovi a led, intervento che era inevitabile e che è stato fatto in modo complessivamente corretto, per altre zone della città la soluzione non si prospetta così fluida. Il primo ostacolo è la giurisdizione dei lampioni, pare infatti che alcune zone siano di diretta competenza comunale, mentre per altre entrano in gioco attori esterni all’ente. Proprio di questi lampioni ci eravamo interessati alcuni mesi fa, quando da uno di essi si staccò il trasformatore, per cadere a pochi passi dalla nota farmacia Piovera. Fortunatamente nessuno venne coinvolto direttamente e il tutto si risolse con un tonfo, come riportato dai commercianti della zona. Incuriositi dall’evento iniziammo a perlustrare la città con il naso all’insù e, con un certa preoccupazione, costatammo che i casi “critici”, ovvero lampioni in condizioni poco sicure erano molteplici. Alcuni erano scoperchiati, altri avevano perso la “terra”, ovvero il filo di sicurezza che impedisce le folgorazioni, molti non funzionavano, insomma era chiara la necessità di una manutenzione profonda. A seguito delle segnalazioni, il primo Dicembre 2016, la giunta comunale ha deciso di affidarsi a CONSIP per risolvere il problema dell’illuminazione pubblica, è di quella data infatti la delibera che riporta: ADESIONE CONVENZIONE CONSIP PER L’AFFIDAME NTO DEL “SERVIZIO LUCE 3 – LOTTO 1”.

Il contratto durerà nove anni (contratto esteso) e avrà un costo complessivo di 1,3 Milioni di euro, nello stesso, sono presenti delle clausole che, se attuate correttamente, potrebbero risolvere i vari problemi ovvero:

il fornitore ha l’obbligo di effettuare a proprie spese e senza oneri aggiuntivi da parte dell’Amministrazione, interventi di riqualificazione energetica, di manutenzione straordinaria, di adeguamento normativo e tecnologico il cui importo totale sia almeno pari al 10% del canone complessivo stimato;

tale percentuale, nel caso specifico, risulta corrispondere al 45,5% del canone complessivo stimato e, pertanto, per un importo complessivo sui nove anni di € 493.461,13;

l’adesione alla convenzione CONSIP Servizio Luce 3 prevede un risparmio sulla spesa storica di circa il 45% annui, oltre alle somme di investite dal gestore per l’ammodernamento e la riqualificazione degli impianti;

Non ci resta che aspettare e vedere quel che accadrà, spesso purtroppo i contratti non vengano rispettati, soprattutto quando il sistema è vasto e variegato come il mondo di CONSIP. L’amministrazione comunale avrà il compito di vigilare sull’effettivo rispetto degli oneri contrattuali e noi tutti potremo fare uguale semplicemente alzando lo sguardo al cielo, o meglio ai lampioni, e controllare che gli ingenti soldi pubblici stanziati vengano usati effettivamente per gli scopi corretti quali la realizzare degli interventi di riqualificazione energetica, di manutenzione straordinaria, di adeguamento normativo e tecnologico inclusi nel Canone Servizio Luce 3, sugli impianti di illuminazione pubblica in essere del Comune di Ivrea per un importo complessivo di € 493.461,13.

Pierre Blasotta

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