Eric Arthur Blair

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Sono trascorsi sessantasei anni, da quando nel 1949, Eric Arthur Blair in arte George Orwell, scrisse il suo famoso libro 1984. Per chi non l’avesse letto, la storia narra di un futuro ipotetico, in cui un regime super partes controlla il mondo, mantenendolo in costante guerra e sorvegliando l’intera società nel profondo, dal lavoro fino a casa. Ogni giorno, ad ore prefissate, ci sono i momenti d’odio, in cui il nemico “del momento” viene rappresentato come il male assoluto da distruggere. Era da un po’ di tempo che non ripensavo a questo libro e sinceramente, George Orwell mi sembra sempre più un visionario piuttosto che un semplice scrittore. Quindi vediamo, un mondo sempre in guerra, minuti d’odio prefissati e controllo sociale globale. Ovviamente nessuno sano di mente crederebbe che oggi viviamo il 1984 Orweliano, e per sfuggire da queste “sciocchezze” accendo la TV. Mi va male, il telegiornale, con la solita musichetta esce con le anteprime: «Egitto, Isis attacca il consolato italiano, Gentiloni: “Vogliono intimidirci”», «La nuova guerra fredda tra USA e Russia sarà molto più pericolosa del passato». E’ passato giusto un minuto, e, sopraffatto dall’angoscia di una nuova guerra imminente, decido che è meglio staccare il televisore. Guardo il computer, una mail di un amico di vecchia data attira la mia attenzione ; «Tu l’hai sempre saputo» e in allegato la foto di un telefonino vecchio stile. Per intenderci, quelli che più che telefonare e usarlo come eventuale oggetto contundente non puoi fare. A seguito della foto, lo scandalo della Hacking Team, società milanese che produceva Cyber Army per lo spionaggio e la sorveglianza. Fermi tutti, a questo punto vi devo delle spiegazioni. Storicamente vado girando con un telefono dell’anteguerra, lo uso pochissimo e quando sono solo lo osservo con sospetto. Per questa mia diffidenza nei confronti della tecnologia, nonostante io sia un informatico, sono da anni oggetto di “prese in giro” da parte degli amici. La scena classica è quando al bar tutti sfoggiano i nuovi cellulare super mega potenti, e io esibisco con orgoglio il mio Alcatel old-style tenuto insieme da nastro telato. Andiamo oltre. I più non capiranno la gravità della situazione, ma di fatto la compromissione degli archivi della società milanese, avrà ripercussioni gravissime su molte indagini giudiziarie e rapporti diplomatici con paesi esteri. Infatti HT sviluppava un “virus”, in grado di insediarsi nei pc, telefonini, tablet ecc e spiarne i testi, le email, le conversazioni, notificare agli “osservatori” la posizione del soggetto spiato, ed altre piccole “opzioni”, come caricare file a piacimento sul dispositivo. Vi lascio immaginare se il target foste voi, e qualcuno vi caricasse materiale pedopornografico sul telefono per poi screditarvi in sede giudiziale. Dai documenti emerge anche che la società forniva consulenze a regimi dittatoriali ed intratteneva rapporti con alte figure dello stato Italiano, forze armate, RIS e chi più ne ha più ne metta. I bersagli prediletti? Ovviamente i criminali, ma anche attivisti per i diritti civili, persone politicamente scomode e giornalisti. Lo spazio per le mie riflessioni è finito, lascio a voi le eventuali deduzioni, pur consapevole che «Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza son la stessa cosa» G.Orwell

Pierre Blasotta

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