Fermento democratico

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Giovedì 14 alle ore 21:00 presso il circolo A.R.C.I di San Bernardo si è compiuto un ulteriore passo verso una forma rappresentativa di quartiere. Negli stessi spazi, un tempo usati dalla sinistra sociale, oggi rivolta verso la finanza speculativa , un’ ottantina di cittadini si sono ritrovati per scoprire come partecipare al progetto. Si è partiti spiegando da dove ha avuto origine e dove porterà. Tutto è nato dall’ ennesimo scellerato progetto pensato per San Bernardo, una bella cava in mezzo alle case, ma solo l’ultimo di una serie quali inceneritori, depuratori speciali e centrali varie pensati per “riqualificare” il quartiere. In tutti questi casi si è cercato di correre ai ripari come meglio si poteva e, anche se in qualche modo per ora ha funzionato, non è il modus operandi corretto per far fronte a queste sgradevoli ricorrenze. Questo genere di problemi, uniti alla volontà di gestire in modo attivo e virtuoso il quartiere, ha creato i presupposti per eleggere dei rappresentanti, creare degli organi quali assemblea e direttivo e colmare così il sempre maggiore vuoto istituzionale che ci circonda. Nella serata sono stati consegnati i moduli per candidarsi e i requisiti dei candidati, ovvero dove consegnare i moduli compilati e il termine ultimo per farlo. Molte le domande, i dubbi ma anche le speranze. Ad oggi, questo tipo di progetto è talmente innovativo da non trovare precedenti nel paese, certo, cose simili se ne sono fatte, ma in questo modo mai. Il passo successivo saranno le elezioni, svolte con le stesse modalità di quelle amministrative. Per ogni scheda saranno possibili tre preferenze e i sette più votati costituiranno il direttivo. A loro, con confronto costante dell’assemblea, toccherà il compito redigere statuto e regolamento, poi inizierà la riorganizzazione della vita e degli spazi del quartiere, e chi meglio degli stessi abitanti conoscono le vere necessità e problemi dello stesso?! Il M5S appoggia, promuove e sostiene tutte le forme di aggregazione dal basso e le protegge da coloro che a parole e nelle campagne elettorali si dichiarano “partecipativi”, salvo poi legiferare per smantellare lo stato di diritto prediligendo forme più autoritarie.

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