Guerre democratiche

Guerre democratiche

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L’articolo 11 della costituzione Italiana è forse l’emblema di come la mistificazione sia la punta di diamante del moderno Sistema. Riporto qui l’inizio dell’articolo: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;» Sfortunatamente, ai più, questa affermazione non suonerà come un oltraggio ma come un elogio ad un paese sempre presente nelle più importanti Missioni Di Pace degli ultimi trenta anni. Un tempo credevo che la neolingua Orweliana fosse confinata alla fantascienza, ma ahimè mi sono dovuto ricredere. La guerra è pace e gli italiani, brava gente, ospitano sulla loro amata penisola, il più importante avamposto necessario a portare la stessa in ogni angolo del mondo. I numeri parlano chiaro, sono 400 i milioni di euro pubblici che gli italiani pagano per avere sul proprio territorio circa 150 basi NATO, di cui solo 130 riconosciute e “risapute”, le restanti 20 sono TOP SECRET, ed emergono solo da ammanchi contabili e bolle con destinazioni “esotiche”. Oltre al gran numero, anche la qualità e l’importanza strategica giocano un ruolo fondamentale. Ad esempio la base di Niscemi  (foto quì sotto) è divenuta la centrale operativa nel mediterrabase-niscemineo per i droni usa (foto sopra). Tutte le più importanti “Missioni di Pace” per esportare la democrazia sono partite dal suolo italiano. Sapendo tutto ciò, leggendo l’art 11 della nostra costituzione non riesco a trattenere un sorriso amaro, che diviene amarissimo quando prendo coscienza del fatto che con le mie tasse gente innocente perde la vita ogni secondo. Sempre dal dizionario di neolingua il termine Spending review sta a significare che per il bene del popolo, alcuni servizi chiave quali scuola, sanità, trasporti e assistenza, devono essere “razionalizzati” per far fronte alla grave crisi economica e alla scarsa quantità di denaro a disposizione dello stato. Ovviamente la razionalizzazione non si applica all’ambito militare, infatti senza badare a spese, dal 3 Ottobre al 6 Novembre 2015 il nostro paese insieme a Portogallo e Spagna parteciperà alla più imponente esercitazione militare degli ultimi anni. L’operazione, denominata Trident Juncture coinvolgerà 36000 militari oltre che a navi, aerei, sommergibili, razzi, missili, carri armati, semoventi, mezzi per trasporto truppe, satelliti e chi più ne ha più ne metta. Probabilmente con la spesa equivalente di un solo giorno di esercitazione, si potrebbero rifare da zero tutte le scuole della penisola. Ma si sa, essendo noi un paese che ama la pace, preferiamo investirli per preparare la guerra. Solo rivedendo la nostra partecipazione nella NATO, l’Italia potrà ambire ad essere una vera repubblica democratica. Finchè un tale dispiegamento di forze sarà presente sul nostro territorio, al governo potranno accedere solo partiti subalterni e controllati d’oltre oceano. Se qualcuno sfidasse l’Ordine costituito, nuove stazioni, treni e aerei colmi di innocenti riempirebbero la cronaca nera del famoso paese che amava la pace ma faceva la guerra.

Pierre Blasotta

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