Iceberg

L’iceberg

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La caratteristica principale degli iceberg è che la parte visibile, ovvero quella che emerge dall’acqua, è minoritaria rispetto alla parte nascosta, la quale rimane sommersa. Il paragone facile, che vi propongo, è la trasposizione del concetto di iceberg al modello socio politico attuale. Che ci si riferisca a Roma Capitale, piuttosto che ad una piccola cittadina, il concetto non cambia, varia solo il “peso” sul sistema complessivo. Questa settimana è emerso ad esempio che il legno della passerella è stato variato in corso d’opera, in favore di uno più sottile. Ulteriore tassello che, fatto salvo a chi conviene non voler vedere, ci suggerisce che qualcosa non torna. Senza andare troppo indietro nel tempo, soffermandoci a questa legislatura, gli indizi per un giudizio complessivo sulla leadership della città è abbastanza chiaro. Ora però, bisogna ricordarsi che ciò che si vede, è solo la parte minoritaria, e per rafforzare questa tesi è sufficiente osservare il caso Romano. Il sindaco Marino, pur non essendo all’altezza del ruolo, non è di certo il SOLO responsabile della crisi, ma è ciò che tutti possono vedere, usato in casi di “emergenza” come capro espiatorio. Il principio “ad ognuno le proprie responsabilità”, è più che mai necessario nelle strutture ad iceberg. Anche ad Ivrea, credere che sia tutta colpa di Sindaco e giunta, è un errore. Certamente le loro responsabilità le hanno, ma ricordiamoci che sotto il pelo dell’acqua vivono dirigenti, funzionari, passacarte, che non vedono mai la luce dei riflettori. Lavorano indisturbati al riparo da occhi indiscreti anche se in realtà sono loro che “de facto” prendono le decisioni, talvolta anche contro il volere degli assessori. Insomma, il pilota della macchina amministrativa, non sempre segue le indicazioni che arrivano dai box. Si sa che le aziende influenti hanno i loro santi in paradiso, ma ricordate che le giunte cambiano, funzionari e dirigenti restano!
Pierre Blasotta

2 thoughts on “Iceberg

  1. BERTOLINO Giuseppe 14/11/2015 at 08:58 - Reply

    Quello considerato è solo un aspetto della struttura dell’iceberg poichè non esiste solo la “macchina amministrativa” sommersa ma il problema è che le decisioni vengono prese in tutt’altro luogo che nelle sedi istituzionali. La larghissima galassia di “esperti” della gestione degli interessi collettivi (di quali e di chi questi interessi collettivi?) sono ormai centri di potere autonomi e un serbatoio di voti di scambio inattaccabile (partner ship con grandi imprese, contributi ad associazioni fedeli o a progetti in prospettiva privati e pretestuosamente finanziati con soldi pubblici per un illusorio fine comune). Si stanno anelando “fiumi” di contributi CEE per rendere definitivo lo “status quo” consolidatosi e continuare a mungere soldi per i fedeli che hanno aderito agli interessi di quella che veniva chiamata, nella breve stagione delle illusioni a 5 stelle, “la Casta” ma che oggi è divenuta la classe sociale dominante che ha trovato adesioni trasversali a volte non prive un patetico risvolto dialettico/moralistico di qualche pedina più o meno inconsapevole del gioco che sta giocando. Oggi non conta molto da che parte stai, l’importante è non mettere in discussione il modello di sviluppo e gli interessi imposti, poi puoi fare il “grillino”, il “comunista”, il “nostalgico fascista” o l’ex DC cosicchè pubblicizzando “i sentieri della fede” si possono percorrere spesso e volentieri “i sentieri della frode”.

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