Il principio dello Stato Debole

incredulita-di-san-tommaso

Ci sono aspetti della vita quotidiana a cui non facciamo caso perché rientrano nella sfera degli automatismi, ovvero quelle procedure fisiche o psicologiche che fin dalla nascita ripetiamo decine di volte al giorno, divenendo appunto scontate, ripetitive e quindi automatiche. Aristotele affermava che l’uomo è un “animale sociale”. L’uomo ha vitale bisogno di compagnia, di condivisione, di amicizia, di dare e ricevere affetto e amore. Molti secoli dopo si aggiunge un elemento vitale per comprendere le interrelazioni tra le persone, ovvero l’introduzione del concetto di società dell’informazione (Daniel Bell). Per tutti noi è assolutamente normale, acquisire informazioni ed elaborare un giudizio, ed essendo ciò un meccanismo automatico, pochi si fermano a riflettere tra il legame di causa ed effetto tra i due elementi. Paradossalmente, le frasi fatte, ritenute da molti l’impersonificazione della banalità, possono celare in bella mostra concetti molto importanti. La peculiarità delle “frasi fatte” è proprio quella di essere pronunciate senza troppe analisi e riflessioni. Quando diciamo di vivere nella “società dell’informazione”, pochissimi si rendono conto del vero significato e delle implicazioni di questo concetto. Tutte le scelte che facciamo sono frutto di un elaborazione dell’informazione. Manipolando l’informazione è quindi possibile compromettere il giudizio finale di una persona, portandola a fare scelte sulla base di informazioni che sono state adulterate. Per gli addetti ai lavori, questi concetti sono l’ABC del mestiere, ma per le persone comuni non sono per niente concetti scontati. A questo punto bisognerebbe chiedersi: da dove arrivano le informazioni? Ponendo apertamente la domanda tutti vi diranno, dai giornalisti, dalle decine di giornali, dalle TV, da internet, ecc. Attenzione a non confondere chi fornisce le notizie (o le “fabbrica” come vedremo dopo) da chi ha il solo compito di diffonderle. Ovviamente la linea non è così netta, ci sono giornali, oppure singoli giornalisti che sfuggono al meccanismo, così come blog e altre piattaforme, ma globalmente le notizie arrivano da poche e grosse agenzie internazionali, le uniche che hanno la struttura e i denari per poter mantenere una rete capillare di collettori di informazioni. Queste agenzie forniscono la materia prima con la quale , successivamente, i media creano la notizia. Poniamo ancora l’accento su concetti che sembrano sinonimi ma non lo sono affatto. Informazione e notizia sono cose diverse, la prima è un dato privo di semantica, la seconda ha già in se un giudizio preciso. Un conto è riportare che a Torino ci sono 40 gradi, altra cosa è dire a Torino fa molto caldo perché si sono raggiunti i 40 gradi. Nella seconda proposizione è già presente un “pre”-giudizio. Questo prologo era doveroso per fornire alcuni rudimenti utili a comprendere il seguito del testo. Da informazioni errate derivano scelte errate, questo è il punto su cui voglio farvi riflettere. Il Partito Democratico ad esempio non ha per nulla compreso il funzionamento e le strutture del M5S tant’è che ha preso e continua a prendere per buono il clichè giornalistico secondo il quale i membri del Movimento sono fascisti, inetti, impreparati dal punto di vista scolastico ecc, da qui l’evidente sottovalutazione con i risultati che tutti stiamo vedendo. Osservando con occhio cinico i giornali, noterete che, a prescindere dalle figure coinvolte, siano esse partiti, aziende, apparati pubblici o persone fisiche, si riporta tutto al caos. Caos Roma, caos Torino, divisioni del Partito Democratico, scontro nel centrodestra, panico a Wall Street. Ogni giorno, tutti i giorni, le persone ricevono una visione unica su ciò che li circonda, la quale può essere sintetizzata con: “il mondo è in fiamme”. Ora, sicuramente ci sono gravi problemi un po’ ovunque, ma questo tipo di manipolazione è utile al disgregamento della stato sociale, il quale è comunque e solo un attitudine mentale. Lo stato esiste fintanto che i cittadini lo riconoscono e lo rispettano. Da qui nasce il concetto di Stato Debole, con il quale indico un meccanismo posto in essere il cui scopo è quello di rendere la macchina statale volutamente inefficace, corrotta e “avversa” ai cittadini. Un tempo per sottomettere uno stato sovrano bisognava necessariamente invaderlo con l’esercito, uccidere o imprigionare i vari Re o Regine ed instaurare un nuovo potere con le persone di fiducia. Oggi il potere finanziario è di gran lunga più potente di qualsiasi arma in dotazione agli eserciti, e permette la conquista di stati sovrani senza l’uso della forza. Qual’è l’arma segreta più potente dei nostri giorni? L’informazione. Mi capita spesso, stando al bar di ascoltare i ragionamenti delle persone sedute ai tavoli adiacenti. Mi stupisce sempre come i loro ragionamenti, talvolta anche di un certo “spessore” , derivino però da elaborazioni di informazioni completamente errate. A questo punto verrebbe da chiedersi chi c’è dietro tutto ciò? Questa è la vera domanda, ma la risposta non è così semplice. Sicuramente non ci sono strutture monolitiche come tutte le teorie del Complotto voglio lasciar intendere, ma una fitta rete d’ interessi, talvolta anche in contrasto tra loro che lavora per conquistare sempre più potere. Per concludere, anche se l’argomento richiederebbe un intero libro, pongo l’accento su quelli che volgarmente chiamiamo servizi segreti. Se leggete le loro sigle noterete come , specialmente nel caso italiano, il richiamo all’informazione sia evidente. Ad esempio AISI ed AISE stanno rispettivamente per Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna e Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna. Per evadere da questa triste realtà, l’arte può venirci incontro, e non in modo metaforico, ma in modo concreto. L’Incredulità di san Tommaso è un dipinto a olio su tela che porta con se un concetto molto importante per la particolare epoca in cui viviamo. Tutte le notizie che riceviamo devono essere attentamente ponderate, in special modo quelle utilizzate per creare dei giudizi o fare delle scelte. Bisogna sempre interrogarsi sul grado di qualità della notizia, chi l’ha data, cercare di risalire all’informazione che l’ha generata. Concludo lasciandovi una traccia, un metodo di lavoro. Domandatevi perché non ho usato la frase “se non vedo non credo” attribuita a San Tommaso, preferendo tramettere lo stesso concetto utilizzando un opera d’arte. La figura di Tommaso che emerge dal Vangelo di Giovanni è quella di un personaggio ingenuo e dubbioso. Ma è la verità, oppure un sapiente stratagemma di Giovanni per mettere in cattiva luce un suo potenziale “competitor”? Insomma, una storia vecchia di secoli che oggi, grazie alla tecnologia entra a gamba tesa nelle vite di ognuno di noi.

Pierre Blasotta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *