In morte di sorella Ivrea

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Se Ugo Foscolo fosse stato un poeta dei nostri giorni, sicuramente avrebbe speso qualche versetto “sepolcrale” su Ivrea, città da un passato glorioso e dal presente in decadenza. Riavvolgiamo però il nastro per capire a fondo la “caratura” degli amministratori di cui Ivrea ha scelto, paradossalmente, di dotarsi, analizzando le vicende delle ultime settimane. Dico paradossalmente perché se fossero stati imposti da un ente terzo, il tutto sarebbe più accettabile, ma il fatto che sono stati eletti dal “popolo” lascia poche speranze per il futuro. Ma andiamo al dunque, dopo anni di “incomprensioni” tra i Consiglieri Comunali e la Fondazione Guelpa si decide finalmente di fissare un incontro tra il CDA della Fondazione, il noto Presidente e il Consiglio Comunale di Ivrea. La data è quella del 5 Ottobre ed alle 21:00 “inizia” l’incontro. (Dico “inizia” perché come per la maggior parte di questi incontri, inizio e fine hanno un’ accezione metafisica, così come scopo e conclusioni.) Si finisce a notte fonda, con in mano un “nulla di fatto”, ma con la certezza unanime che il Presidente della Guelpa, non è adatto al ruolo. Questo sentimento viene nei giorni successivi esplicitato in una mozione, la quale invita il Sindaco a sostituire il Presidente della Guelpa con uno più consono. Se vi state interrogando su come questo abbia potuto portare alle dimissioni del Sindaco e perché, fortunatamente, non siete a conoscenza della situazione incancrenita in cui versano le istituzioni locali. Ma torniamo ai fatti, la mozione, presentata nel Consiglio Comunale del 12 Ottobre, aveva un taglio talmente corretto e ineccepibile che anche molti consiglieri “liberi” di maggioranza hanno deciso di votarla. La mozione passa e il Sindaco dovrebbe dar seguito a questo enunciato: «revocare l’incarico dallo stesso conferito all’attuale Presidente della Fondazione Guelpa essendo venuto meno quel rapporto fiduciario e di reciproca collaborazione, più volte richiesto e auspicato dai componenti dell’assemblea cittadina, necessario al buon funzionamento di tale ente.» A questo punto il Sindaco decide che, piuttosto che mandar via il Presidente Jallà preferisce farsi da parte lui. Ora immaginatevi i motivi per cui un Sindaco preferisce togliere il disturbo anziché revocare una persona da lui nominata. Sembrerebbe quasi che esista un rapporto di subalternanza del Sindaco nei confronti del Presidente della Guelpa e se così fosse vi lascio intuire i motivi della stessa. Per una volta che i Consiglieri del PD esprimono le loro idee apertamente, il Sindaco minaccia di mandarli tutti a casa. A questo punto riporto una piccola nota di colore; ricordo male o era il Partito “Democratico” a stigmatizzare le espulsioni del M5S, facendosi portatore della libertà di parola e dissenso? Non è forse meglio un’ espulsione alla luce del sole che una pugnalata nella notte? Sta di fatto che per motivi interni al PD, il sindaco protocolla le dimissioni e inizia la fase del ricatto. In tutto ciò la città passa in secondo, terzo, forse anche quarto piano e inizia così a balenarsi agli occhi dei più l’evidente occupazione delle istituzioni, che al posto di essere al servizio del cittadino, sono al servizio del partito. Dopo giorni di “trattative”, che tradotto in parole povere significa soffocare il dissenso interno, pare che il Sindaco ritirerà le dimissioni. Sottolineo pare perché tutte le notizie a riguardo, non sono state trasmesse in modo ufficiale alle minoranze, che, ricordiamolo, sono parte integrante del sistema democratico dell’ente, anche se è evidente che si sta cercando di confinarle a ricordo del passato. Nessun cittadino di Ivrea, a patto che non sia all’interno del “circuito”, può trovare giovamento da questa “occupazione”. Un velo pietoso va steso poi sui vari appelli per evitare la caduta del Sindaco, la quale avrebbe portato “all’interruzione di importanti progetti, con gravi ripercussioni negative sull’economia”… Sicuramente sull’economia di qualcuno potrebbe portare a dei danni, ma potrebbe essere un eccezionale punto di partenza per l’economia di tutti gli altri. Ed eccoci qua, a poco più di un anno dalle elezioni ancora impantanati in lotte di potere, spartizioni e separazioni. Ma non preoccupatevi, per le prossime amministrative tutto tornerà compatto come prima, nuovi matrimoni e riconciliazioni creeranno l’aspettativa necessaria affinché il buon eporediese scelga nuovamente di socializzare i costi del partito confinando i profitti ai soliti.

Pierre Blasotta

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