In Regione guai a parlare seriamente di Tav: rischi la censura

Nei momenti antecedenti l’inizio della seduta consiliare odierna, il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle ha distribuito a tutti i consiglieri e i componenti della Giunta regionale un libretto spillato a titolo “150 nuove ragioni contro la Torino Lione” inerente l’opera faraonica che si vuole realizzare in Val Susa.

Purtroppo, a causa della solita “censura” mediatico-politica, la Presidenza del Consiglio regionale ci ha negato l’opportunità di lasciare i libretti sugli scranni dei consiglieri per motivazioni quanto meno risibili: <la distribuzione dell’opuscolo potrebbe influire sul libero esercizio delle funzioni dei consiglieri in Aula>.

Ribadendo che quello distribuito è un libretto spillato di 63 pagine con dati redatti da tecnici e professionisti della materia e non un opuscolo propagandistico, diventa difficile accettare dal Presidente una risposta che, fuor di metafora, attribuisce all’oggettiva informazione il potenziale illiberale di distorcere le idee dei colleghi consiglieri. Assurdamente risibile come minimo!

Forse sarebbe più utile per tutti chiamare le cose con il proprio nome: In Regione chi affronta dal punto di vista tecnico-scientifico le ragioni del Tav, rischia la censura ideologica aprioristica. Proprio come è avvenuto oggi. 

Davide Bono
capogruppo consiliare
MoVimento 5 Stelle

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