Interrogazione sul nuovo impattante tracciato della circonvallazione di Cherasco

Tre milioni di euro impegnati dalla Regione Piemonte nell’attesissima
circonvallazione di Cherasco;  un primo progetto, risalente alla
metà degli anni novanta,  tardivo e piuttosto impattante , che
creava forti problematiche soprattutto sulla possibilità di
riconversione della storica linea Bra-Ceva, che ben si presterebbe,
per contesto e per tragitto, ad un utilizzo turistico. In seguito il
secondo progetto, che è riuscito, con la sua definitiva stesura del
2002, a coniugare risparmio di territorio e convergenza politica di
Provincia e Comune.

Ma, neanche a dirlo, proprio il Comune di Cherasco, delibera
incomprensibilmente pochi mesi fa un’ulteriore rivisitazione del
progetto della circonvallazione che dovrebbe finalmente deviare il
traffico pesante dal centro, dopo anni di affinamento su una
soluzione che pareva realizzabile sotto tutti i punti di vista ed era
fortemente rispettosa del territorio.

Potenziale conseguenza più immediata del terzo progetto, la devastazione di una
zona con microclima unico nel suo genere, trattasi di un raro esempio
piemontese di boschetto alimentato da risorgiva, che permette alcune
rare presenze florofaunistiche. Si unisca il tutto alla
compromissione irreversibile di alcuni appezzamenti che rappresentano
l’unico patrimonio per aziende agricole locali e, non ultimo, una
nuova messa in discussione del riutilizzo turistico-gastronomico
(tramite treni specifici o con una riconversione in percorso
cicloturistico) della tratta ferroviaria Bra-Ceva!

Insieme con il Comitato spontaneo per la salvaguardia del territorio
cheraschese,
mi pongo e pongo ai cittadini cuneesi una domanda
diretta: perchè modificare per l’ennesima volta il tracciato di
un’opera che tutti consideriamo necessaria e i cui fautori,
istituzionali o meno, avevano trovato una sintesi perfetta, forse
l’unica che poteva coniugare ottimizzazione del percorso per i mezzi
pesanti e risparmio tangibile sul consumo di terreno, peraltro dopo
anni di confronto e ingenti risorse pubbliche spese in studi di
fattibilità?

Stimolando un pronunciamento della Giunta Regionale ho dunque depositato
un’interrogazione specifica, visto il forte investimento deliberato,
la lunghezza dei tempi di inizio lavori e l’ottuso rimaneggiamento
del progetto. Auspico una risposta precisa e nel merito, perchè
anche in questo caso, i cittadini, le associazioni e i comitati che
hanno cara la problematica, hanno diritto di ottenere risposte chiare
e semplici da chi amministra pro tempore il territorio, nella
corretta ottica di confronto diretto tra cittadini e rappresentanti.

Siamo consci che l’importanza della tutela del patrimonio artistico ed
architettonico della città di Cherasco, causa principale della
necessità di creare una variante per la deviazione del traffico
pesante dal concentrico, non può essere preminente ma bensì
equiparata rispetto alla tutela delle peculiarità naturalistiche e
paesaggistiche dello stesso territorio.

Fabrizio
Biolé – Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

One thought on “Interrogazione sul nuovo impattante tracciato della circonvallazione di Cherasco

  1. Stefano Sibilla 25/07/2012 at 14:03 - Reply

    La ferrovia Bra-Mondovì potrebbe essere riarmata e usata non solo per treni turistici ma anche per trasporto merci, verso il polo logistico Monregalese; e l’ampia stazione di Bastia Mondovì, oggi in abbandono, potrebbe fungere assieme a Mondovì da retroporto per Savona e Vado Ligure.
    Questa ferrovia dà fastidio, e la lobby dell’autotrasporto non vede l’ora che finisca trasformata in qualcos’altro (magari in una pista ciclabile che “fa tanto ecologista”) perché mette in evidenza quanto l’autostrada Asti – Cuneo sia un costoso capriccio da provinciali.

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