Ivrea Parcheggi costretta a pagare?

Da quando nell’ormai lontano 2013 siamo entrati a far parte del Consiglio Comunale d’Ivrea, abbiamo da subito iniziato un’attenta analisi della situazione finanziaria del Comune e delle sue partecipate. Ci balzò subito all’occhio l’enorme debito che la società Ivrea Parcheggi aveva nei confronti del comune di Ivrea. Si parlava di più di seicentomila euro che la partecipata doveva all’ente, il quale però sostanzialmente non li “chiedeva”. La questione fu oggetto anche di interpellanze e mozioni per far si che il comune introitasse ciò che gli spettava. La nostra richiesta era stringente e supportata dai contratti stipulati tra i due soggetti, i quali prevedevano precisi e scadenziati pagamenti annuali. Per molti anni la risposta ai nostri sospetti fu che sostanzialmente, essendo Ivrea Parcheggi una partecipata all’ 85% era un membro della “famiglia”, e un po’ di tolleranza era necessaria. I contratti erano pura formalità, mentre una gestione amichevole e casereccia era fisiologica data la situazione. Inutile dire che le risposte furono sempre inadeguate dal punto di vista amministrativo, i contratti però quando vi sono vanno rispettati, ancor di più se si tratta di beni pubblici e di soldi pubblici in tempi di “vacche magre”. L’approccio approssimativo delle giunte PD nei confronti dei conti pubblici sta emergendo un po’ ovunque, come nel il comune di Torino, da sempre presentato come esempio, si ritrova in gravi condizioni finanziarie. Non per ultimo ci veniva ricordato che era la nostra ignoranza a non farci vedere con chiarezza la totale correttezza della situazione in essere e la pura strumentalizzazione che tentavamo ogni volta di portare avanti. I documenti però parlano chiaro, ogni anno Ivrea Parcheggi deve versare al Comune tutta una serie di quote, è riportato da sempre nero su bianco sui documenti! Forti di questa evidenza abbiamo segnalato la nostra “allucinazione” agli enti di controllo competenti, i quali ci hanno richiesto ulteriori informazioni sul tema. Sicuramente un ente prestigioso come la Corte dei Conti non si scomoda per investigare su “bufale” e, pur non sapendo se il fascicolo arriverà mai ad un dunque, inaspettatamente sul DUP (Documento Unico di Programmazione) 2017-2019 si legge stranamente che:

• La Società Ivrea Parcheggi provvederà entro il 2017 a saldare almeno il 75% della posizione debitoria verso il Comune risultante al 31.12.2016 e a presentare un piano per il saldo della somma debitoria residua.

Questa frasetta di poche righe a pagina 24 del DUP sembra proprio un’ intimazione al pagamento delle somme dovute per sanare in modo repentino una situazione “borderline”. Se tutto fosse come ci hanno sempre raccontato, questa dicitura sarebbe inopportuna ed eccessivamente pesante per la partecipata, visto che saldare il 75% del debito entro l’anno è veramente una richiesta notevole. Non è che forse avevamo ragione noi? Ovviamente non lo ammetteranno mai, forti di una presunta superiorità culturale che gli “consente” di guardare gli altri da una posizione apicale. Il mio consiglio, rivolto ai miei collaboratori, nonché colleghi del Movimento 5 Stelle è sempre quello di seguire il paradossale ma indispensabile pensiero socratico. Il sapere di non sapere è l’unica luce che guida il saggio durante il cammino tortuoso che lo conduce verso le decisioni importanti.

Pierre Blasotta

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