La roulette russa delle partecipate!

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Sempre più spesso la democrazia, fatta di spazi e di tempi, viene messa a dura prova dalla retorica dell’emergenza, non importa che sia il parlamento o il consiglio comunale, il fattore tempo viene contratto a causa della sempre presente emergenza. Spesso non esiste nessuna emergenza,basterebbe affrontare per tempo gli eventi, si preferisce invece procedere all’ultimo, lasciando poco spazio alla riflessione e ampio respiro ai diktat. Il CIC ne è un esempio chiarissimo. Siamo all’inizio di Febbraio e nel tiepido pomeriggio, i consiglieri ricevono l’allarme rosso.« Il CIC è in pericolo, se non intervenite in pochissime ore 136 persone resteranno senza lavoro per colpa vostra». Le caselle email divengono bersaglio di pagine e pagine di documenti, spesso contrastanti tra loro, che variano di ora in ora. Non c’è tempo per leggere e capire tutto, poche ore dopo siamo già seduti ad un tavolo per decidere. Il termine perentorio tra la vita e la morte del CIC è fissato per il 5 Febbraio ci racconta il sindaco, 136 persone dipendono da voi non le abbandonate. Fermiamoci un attimo! Rifletto e mi chiedo perchè mai 136 persone dovrebbero dipendere da me, visto che negli anni nessuno mi ha mai chiesto ne detto nulla sulle decisioni da prendere in merito al CIC. Il dubbio e contagioso e pian piano tutti i consiglieri iniziano a realizzare il ricatto e lo scaricabarile. Prendiamo di petto la situazione e rimandiamo al mittente le responsabilità, con una delibera in cui si avanzano delle richieste ai “Manager” . La prima è di fornire un piano industriale credibile. L’emergenza al questo punto si sgonfia, il 5 Febbraio non era poi così perentorio il tutto è rimandato a fine mese. Dal 5 al 24 passano ben 19 giorni di silenzio assoluto, i maligni pensano che il motivo sia il carnevale. Nelle prime ore del 23 Febbraio è nuovamente emergenza. Tonnellate di documenti vengono riversate nelle caselle email dei consiglieri , e il gioco ricomincia. La palla è nuovamente nelle mani dei consiglieri, i Manager, in 20 giorni hanno redatto un foglio A4 che dovrebbe cambiare le sorti del CIC. Ovviamente non sono tutti stupidi, i revisori dei conti si accorgono del bluff e non si spostano di una virgola, o meglio, non prima che interventi di ordine superiore gli convincano a sbilanciarsi un pochino, giusto il necessario per portare qualcosa in consiglio. E’ ora del consiglio, che, data l’”emergenza” è convocato alle 12:00 AM di Venerdì 27 Febbraio. Molte le assenze, causa lavoro , molte le uscite causa problemi nella maggioranza. Alla fine della giornata 60000 mila euro di soldi pubblici sono nuovamente sul tavolo verde della partecipata, mentre il proiettile della pistola compie un ulteriore scatto verso il grilletto.

6 thoughts on “La roulette russa delle partecipate!

  1. Tutto ineccepibile anche se scritto in politichese.
    Fatemi vedere la differenza in cui avevo creduto……
    Fate proposte concrete, non solamente ottusa opposizione e caccia alle streghe.

    • Non è stato possibile al Consigliere Blasotta, dato il limitatissimo preavviso, svincolarsi dagli impegni di lavoro.
      In ogni caso il voto NON sarebbe stato favorevole!

      • Quindi 136 persone lasciate senza lavoro?
        Vi allineate alla scelta fatta dalle liste “COSCIENZA CIVICA EPOREDIES”E e “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ BERLUSCONI”, cercando di trovare prima il colpevole, anzichè salvare prima la vittima (che siamo noi lavoratori)……..complimenti!
        Ovviamente da interessato sono di parte; ma almeno le liste di minoranza di VIVIAMO IVREA e la LISTA DEI CITTADINI, hanno presentato un emendamento e sono rimasti coerenti con quanto espresso nel precedente consiglio comunale sempre sul tema CiC.
        Il CIC è una risorsa del territorio che va salvaguardata, poi tutte ammissibili le motivazioni, le accuse, ma almeno la lista “Viviamo Ivrea” si è esposta per non far mettere sulla strada 136 famiglie. Poi vista anche l’istituzione della commissione di indagine potevate ricercare colpevoli sucessivamente e impegnarvi a salvare il CIC.
        PS) 1vale1

        Saluti
        1/136

        • Riteniamo che, essendo Ivrea composta da circa 25000 persone, le responsabilità di un amministratore devono ricadere su tutte e non solo un piccolo gruppo, che altrimenti diverrebbe privilegiato rispetto agli altri. Le richieste fatte dalla lista Viviamo Ivrea non sono attuabili , ed infatti non hanno avuto riscontro. Per contro sono stati messi soldi pubblici ( e quindi di tutti) in una scommessa ad alto rischio.( operazione fortemente sconsigliata anche dai revisori dei conti e con possibile danno erariale) Crediamo fermamente in una gestione ponderata e responsabile delle risorse pubbliche, pertanto non ci è stato possibile convergere su tali posizioni. Riteniamo che le risorse del territorio vadano salvaguardate sempre e non solo quando stanno per fallire. Esporsi con soldi pubblici lo riteniamo un pericoloso retaggio del passato.

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