Laboratorio sociale San Bernardo

vettore
Martedì 10 Marzo è stato fondato il comitato del quartiere San Bernardo. Il primo passo è stato quello di eleggere cinque persone che si occuperanno di traghettare il comitato dalla sua forma embrionale a quella definitiva. Il percorso nasce da lontano,da un disagio del quartiere divenuto, almeno concettualmente, pattumiera della città. Dico concettualmente perchè nonostante tutti i tentativi da parte dell’amministrazione di far insediare inceneritori,depuratori farmaceutici, cave e discariche nel quartiere, l’opposizione dei cittadini ha avuto per ora la meglio. Il comitato, che nella sua veste definitiva potrebbe avere una forma specifica, ad esempio quella di consulta, ha origine nel gruppo NO-CAVA; un gruppo di cittadini che si sono coalizzati sull’onda dell’ultimo scherno da parte dell’amministrazione: una cava/discarica in pieno centro abitato. Il Movimento 5 Stelle sta supportando in tutte le sua fasi la realizzazione di questa iniziativa, che rispecchia a pieno il DNA del suo pensiero partecipativo. Se da una parte stiamo aiutando i cittadini ad organizzarsi, dall’altra abbiamo creato uno scudo protettivo per difenderli. L’amministrazione infatti, quando non riesce a spuntarla in maniera diretta , inizia a mandare i suoi subalterni, che sono forze politiche minori, associazioni, benefattori e chi più ne ha più ne metta. Le posizioni nette e chiare sono un richiamo irresistibile per questi soggetti, che si sentono in dovere di esportare il modello del compromesso, ovunque sia possibile. Il gruppo NO-CAVA è stato un richiamo troppo forte a cui non hanno saputo resistere. Purtroppo, le persone “normali” sono portate a pensare che, pur di evitare conflitti con altre persone, scendere a compromessi è l’unica opzione. M5S non è contrario a priori ai compromessi,ma a tutti quelli in cui il vantaggio ricade sui mediatori, a scapito della collettività. Le posizioni ambigue, dove fintamente tutti sono amici di tutti, sono all’apparenza più sopportabili, ma creano i presupposti per la stagnazione politica. Nei luoghi dove ciò si verifica, tutte le iniziative finiscono in un vortice di idee talmente contrastanti da divenire inettitudine. Nello stesso posto si troveranno persone si-tav ma anche no-tav, favorevoli alla cava ma anche contrarie, a favore della caccia ma anche animaliste. Insomma, il concetto democratico, è stato talmente mal interpretato da rendere possibile situazioni talmente incoerenti, da rendere incapaci i gruppi che le ospitano di esprimere qualsiasi forma di iniziativa incisiva. Nel gruppo NO-CAVA si chiedeva di essere contrari alla cava per farne parte. Questa clausola ha mandato in tilt molte persone appartenenti ai gruppo sopracitati. Ovviamente il M5S diviene così fascista perchè rifiuta chi la pensa diversamente. Noi sosteniamo semplicemente che nei gruppi, il cui scopo è uno e specifico, non c’è posto per un pensiero opposto a quello dello scopo prefissato. Questo non è fascismo ma è fisica. Se vogliamo spostare una massa da un punto A ad un punto B, lo possiamo fare solo se le forze spingono tutte nella stessa direzione, viceversa, se la somma dei vettori si annulla, la massa resta immobile. Questo è quello che accade in molti gruppi, il cui numero di membri, anche se elevato, non è in grado di smuovere nessuna massa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *