Le insidie del WIFI libero!

[La Voce del Canavese del 02/02/2015].

wifi

Da alcuni anni, anche il comune di Ivrea ha iniziato lo sviluppo del Wi-Fi gratuito in città. Questa è un’ ottima iniziativa, perchè crediamo che il libero accesso ad Internet , nella nostra epoca, sia proporzionale alla qualità della democrazia di un paese. Progressivamente la rete si è allargata dal centro alle periferie ed oggi la copertura è discreta.

Sull’onda del progetto, sono state installate telecamere per la videosorveglianza per soddisfare le esigenze della pubblica sicurezza. Ad oggi la rete vanta un buon numero di telecamere, ripetitori, antenne e tutto ciò che occorre per il suo funzionamento. La spesa per la sua realizzazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 60000 euro. Quindi tutto positivo certo, ma c’è un problema….. non funziona! Da settimane stiamo provando a connetterci con vari dispositivi senza riscontro. Durante i banchetti abbiamo posto la questione anche ad altri cittadini e le risposte non sono state confortanti.

Pare infatti che il servizio non sia fruibile già da tempo. Non soddisfatto, ho eseguito delle verifiche e il dato che ne è emerso è preoccupante. Le telecamere della videosorveglianza, postazioni istituzionali, strumenti di rete nevralgici sono a portata di chiunque si colleghi alla rete. I computer connessi alla stessa, uffici, aziende sono inconsapevolmente esposti al rischio di furto di dati informatici. Durante il test, almeno tre aziende erano esposte a furto di dati aziendali sensibili. Pericolo anche per chiunque navighi normalmente con cellulari e tablet, infatti la possibilità di intercettazione di dati sensibili, password e credenziali varie, nonché pensieri e foto personali è altissima.

Non trascurabile il pericolo di attacco informatico con conseguente blocco di numerose attività istituzionali , oppure l’utilizzo improprio della rete come copertura per attività illegali. Insomma, idea ottima realizzata in modo pessimo. Sinceramente credo che nel tempo molte aziende e privati abbiano subito furti di dati sensibili, con conseguente danno economico e non solo. Insomma, la questione merita un approfondimento sia dal punto di vista tecnico, sia da quello amministrativo. Infatti alcune clausole contrattuali non sono per nulla chiare.

A titolo di esempio riportiamo: «Il Comune consentirà, al fine di rendere economicamente vantaggiosa l’iniziativa, la possibilità alla società appaltatrice di utilizzare canali proprietari per l’offerta a pagamento di servizi ad alto valore aggiunto verso l’utenza privata e l’utilizzo di edifici o manufatti di sua proprietà, senza oneri, per l’installazione delle attrezzature necessarie;» Questa frase pare voler dire che una struttura realizzata con soldi pubblici, possa essere utilizzata a fine di lucro da una società privata. Questo potrebbe non essere così positivo, purtroppo la nostra richiesta di ulteriori spiegazioni, è caduta nel silenzio. Vedremo!

 

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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