L’indignazione come arte!

[La Voce del Canavese del 19/01/2015].

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Da parecchie settimane impazza lo scandalo Ettore Morezzi, il vicepresidente con la delega agli investimenti finanziari della fondazione Guelpa. Come accade in politica, per motivi oscuri , i problemi semplici diventano insormontabili, ma andiamo in ordine. Attraverso un articolo pubblicato su La Stampa del 6.12.2014 emerge che Morezzi, ha un casellario giudiziale non lindo, con diverse condanne di cui una per bancarotta. La domanda che ne deriva è la seguente:« è corretto che chi ha riportato condanne, in special modo per bancarotta , sia messo a gestire un patrimonio pubblico? » noi pensiamo di no.

A questo punto parte il consueto “can can “ mediatico fatto di dichiarazioni sui giornali , consiglieri che si indignano ma che come spesso accade non produce nulla di concreto. Per spezzare questa costante ipocrisia , facciamo l’unica che andava fatta: chiedere formalmente le dimissioni di Morezzi, attraverso la procedura apposita. Questo anche per dare una seconda chance ai consiglieri che avevano eletto Morezzi, perchè ignari dei suoi “debiti” con la legge, volutamente omessi dal Sindaco all’atto della nomina perchè non ostativi per il ruolo.

Giunti al succo della questione, ovvero quando è ora di votare per risolvere il problema, iniziano le solite “comiche in politica”. Buona parte della indignazione presunta , gettata su carta stampata inizia a vacillare, e pian piano la colpa ricade su M5S , troppo intransigente, alla fine Morezzi non è un bruto come lo si vuole dipingere! Dopo ore di solite parole per dire tutto e nulla, si deve votare purtroppo. Il voto è segreto, e dopo consultazioni, calcoli balistici e strategici la minoranza si compatta e partorisce la decisione di votare per la revoca. Come un fulmine a ciel sereno, anche il presidente del consiglio si dichiara disposta a votare, sembra quasi fatta, ma poi…… colpo di scena, Tognoli si indigna perchè Morezzi per lui non è il vero obiettivo, la colpa è tutta del sindaco, di cui chiede le dimissioni e poi abbandona l’aula. La votazione avviene, ma per un solo voto la decadenza non passa. I modi bruti del M5S non piacciano alla maggioranza, in fondo Morezzi non è così male dicono, ovviamente se ci fosse una posizione più “consona ed equilibrata” , saremo disposti a votarla ribadisce il PD.

La posizione più “consona ed equilibrata” arriva dal centro destra, il quale chiede che “venga valutata la possibilità di degradare Morezzi a consigliere semplice”. Questa è la formula giusta che piace, non i metodi radicali dei pentastellati. La mozione passa, ma Morezzi ……….. resta. E’ nuovamente ora di indignarsi sui giornali perchè Morezzi, come era facilmente prevedibile non si è dimesso. Colpa di Morezzi penserete, no, questa volta è colpa del Consiglio Comunale, che non ha “capito” che per regolamento può revocare un memebro della Guelpa, ma non può dare suggerimenti di dimissioni agli stessi, sperando che poi, di loro iniziativa si dimettano.

Questa è la storia di come una “Storia Semplice”, nel nostro paese, diventa inspiegabilmente complicata. Lascio al lettore dedurre cosa accade quando le situazioni sono veramente complesse!

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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