Modello svizzero? No grazie!

Sconcertanti decisioni del consiglio comunale di Ivrea sulla democrazia diretta.

Tutto ha inizio con la mozione presentata dal consigliere dell’IDV Tegano al consiglio comunale di Ivrea del 28 settembre.
La mozione è molto chiara: impegna la commissione competente a intraprendere l’iter per
modificare l’art. 59 comma 1 e 6 dello Statuto comunale in materia di referendum comunale.
Il comma 1 impone il vincolo di un numero di firme pari al 5% degli elettori del consiglio comunale per indire un referendum,
Il comma 6 impone che il quorum da raggiungere, per far si che il risultato abbia un valore, sia pari al 50%+1 degli aventi diritto al voto.
Il consigliere Tegano, anche a seguito di una serata sulla democrazia diretta con Paolo Michelotto organizzata dal Movimento 5 Stelle di Ivrea, si prese l’impegno di presentare una mozione per proporre al comune di Ivrea di allinearsi alle più moderne democrazie occidentali. In questi anni, infatti, molti paesi hanno iniziato ad introdurre nei loro statuti strumenti di democrazia diretta, tra i quali, l’abolizione del quorum dai referendum. La mozione di Tegano chiedeva quindi di modificare i commi in questo modo:
– totale abolizione del quorum dal comma 6;
– abbassamento all’1% degli elettori della quota necessaria alla accettazione del referendum, dal comma 1.
Queste modifiche, all’apparenza minime, permetterebbero allo strumento principe della democraziadiretta, il referendum, di diventare molto più efficace. Sebbene i nostri padri costituenti avessero introdotto il concetto di “quorum” a fini nobili, negli anni esso si è rivelato essere un mezzo per impedire l’espressione del volere popolare. Un semplice boicottaggio mediatico può infatti ridurre l’affluenza alle urne sotto il 50% annullandone gli esiti.
Viceversa senza il quorum, chi vota decide, quindi entrambe le fazioni del sì e del no devono spiegare le proprie ragioni, stimolando così il dibattito e l’informazione. Il silenzio non paga, e diventa quindi informazione, l’informazione dibattito , il dibattito consapevolezza.
Il consiglio comunale pare avere apprezzato per nulla l’idea che i cittadini di Ivrea possanoattingere a questi rivoluzionari strumenti di democrazia diretta.
Pochissimi gli interventi in una seduta apatica e con diversi consiglieri assenti: Pagani (IDV), Rao (Sinistra arcobaleno), Giglio Vigna (Leganord) e Cuomo (lista Pio Coda), quest’ultimo per motivi di salute).
Gilardini è chiaro: il PDL è d’accordo sull’eliminazione del quorum sul referendum comunale ma non sul referendum nazionale, mentre è scettico sulla diminuzione delle firme necessarie per indirlo.
Alberton (lista civica) interviene dimostrando di essere ambiguo e impreparato.
Infine interviene il presidente del consiglio Perinetti che afferma che:
“..Io sono assolutamente contrario al quorum zero. Una democrazia rappresentativa è rappresentativa quando la maggioranza di chi partecipa la pensa in questo modo qua. Si corrono dei grossi rischi a percorrere strade alternative..”.
Per Perinetti quindi paesi come Spagna, Svizzera, Gran Bretagna, Irlanda, Austria, Paesi Bassi, Finlandia, Islanda, Australia, Nuova Zelanda, 26 Stati Usa ed i comuni italiani di Verano (BZ), Ortisei (BZ), La Val (BZ), Fiè (BZ), Villa Lagarina (TN), Lana (BZ), Varna (BZ), Dobbiaco (BZ), Terento (BZ), Sassello (SV), dove è stato abolito il quorum, sono tutti a grave rischio !
Inoltre è bene ricordare a Perinetti che la sua coalizione è andata al governo della città di Ivrea con il 35% degli aventi diritto al voto ben lontana dalla soglia del 50%+1 riservata al referendum.
Pertanto il consiglio comunale decide che la mozione, epurata delle modifiche richieste, passerà al vaglio della commissione competente, con l’evidente intento di snaturarla.
Dalla seduta si è quindi appreso ancora una volta che la tanto sbandierata “partecipazione” dei cittadini è solo una frase da usare in campagna elettorale, ma che questa amministrazione si guarda bene dall’attuare.
Questo non scoraggia di certo gli animi di chi lotta per una nuova e vera democrazia.
L’esito della mozione non fa altro che sottolineare il bisogno impellente di rinnovare la classe politica, non più rappresentativa del volere popolare.
Pierre Blasotta (MoVimento 5 Stelle Piemonte – Ivrea)

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