Morals and Dogma

Sono davanti all’edicola, «Ivrea, all’Hotel Eden arrivano 25 profughi».Mi fermo un attimo a riflettere, e, fatto salvo la volontà di creare un flusso migratorio verso l’Europa, non capisco come gli strateghi del Pentagono pensassero di migliorare la situazione in Nord Africa a suon di bombe e primavere arabe. Si avvicina una signora e dice:«Meno male che Ivrea ha il senso dell’accoglienza, in fondo,siamo tutti uguali a questo mondo no?» Dentro di me mi dico: «Cavolo è proprio una domanda. Gli dico cosa vuole sentirsi dire e la chiudiamo li, oppure gli dico cosa penso?» No signora, non siamo tutti uguali! Cade il silenzio, una risposta del genere non è permessa in pubblico e nessuno si aspetta di riceverla. Normalmente prima si deve iniziare dicendo “guardi, io non sono razzista però…” o simili. Attendo qualche secondo e poi proseguo: “Ci sono persone basse,alte, i magri, i grassi, i belli, i brutti ecc!” La signora tira un sospiro di sollievo, mi sorride e si allontana. Quella che alla signora è parsa una battuta, in realtà contiene un significato molto più profondo, che al profano viene celato. La sinistra progressista ha fatto propri i baluardi della rivoluzione francese, e, sotto il motto Libertà, Uguaglianza, Fratellanza ha di fatto indebolito e smagliato sia la leadership, sia il tessuto sociale del Paese. Attenzione a trarre conclusioni affrettate sul mio discorso. Non sto affatto dicendo che non credo che tali valori siano importanti, anzi! Sto però dicendo che sono stati mal interpretati, e nella nostra piccola Ivrea abbiamo dei campioni in tal senso. Quelle tre parole, contengono una Forza immensa, che, se opportunamente imbrigliata può elevare una nazione. Al tempo stesso, se mal interpretati ed applicati ne decretano lo scivolamento sul piano inclinato. Credo profondamente che, salvo rare eccezioni, la classe dirigente tanto di Ivrea, tanto del paese, abbia una concezione “dizionariesca” del significato di quelle parole. Va ricordato che sono nate in ambienti iniziatici, e poi sono divenute di massa. In questo passaggio, il significato profondo è andato perduto con le gravi conseguenza che vediamo. “La libertà è regolata dalla legge (e dal regolo da 12 pollici), l’Uguaglianza è stabilita agli occhi della legge, la Fratellanza è consapevolezza dei propri doveri,dei propri obblighi e dei propri diritti. La libertà è il vertice, l’Eguaglianza la base. Eguaglianza non significa livellamento. Una società con erbe svettanti e querce rachitiche è una comunità piena di gelosie,tendente all’indebolimento reciproco. Eguaglianza significa che tutte le attitudini debbono avere,civilmente, eguali opportunità;sul piano politico,tutti i voti debbono avere lo stesso peso e,su quello religioso, a tutte le coscienze debbono essere riconosciuti eguali diritti.(*)”. Per capire il significato profondo di questi concetti ci vorrebbero diversi libri, ma vi invito a riflettere in special modo su questo assunto: Eguaglianza non significa livellamento. Se questo concetto viene appreso nel profondo genera i semi della meritocrazia. In caso contrario si avrà la mediocrazia che va considerata al pari di un despota. Su questo punto non posso non fare un appunto al Movimento 5 Stelle. Il motto “uno vale uno” è incompleto è può divenire pernicioso per quanto detto sopra. La formula corretta dovrebbe essere: “uno vale uno,ma l’uno non vale l’altro”. Il Movimento 5 Stelle ha compiti eterni e semplici: combattere Caifa come Vescovo, Dracone come Giudice, Trimalcione come Legislatore e Tiberio come Imperatore. L’unico modo che ha per trionfare è guidare la volontà popolare per mezzo dell’Intelletto e della Saggezza. Il setaccio che separa la pietra grezza da quella raffinata è la meritocrazia. Se viene meno questo principio il Movimento si unirà alla massa informe della politica tradizionale.

(*)Morals And Dogma Albert Pike.

 

Pierre Blasotta

2 thoughts on “Morals and Dogma

  1. Maurizio Simoncini 19/08/2015 at 12:55 - Reply

    Buongiorno concordo con quasi tutte le considerazioni scritte ma perchè sprecarle fuori contesto quando migliaia di esempi italiani e della politica italiana sarebbero stati più congruenti.
    Forse non ho capito nulla… ma presentare questa analisi nel contesto immigrazione con un introduzione “guardi, io non sono razzista però…”, forse mi ha portato ad interpretare erroneamente il messaggio.
    Ma la considerazione/ soluzione auspicata è “Ah peccato che non c’è più Gheddafi che con i suoi campi di concentramento nel deserto risolveva in loco e ci evitava di dover gestire migliaia di persone costrette a fuggire in Europa per cercare di sopravvivere prima alla fame ed ora alla morte somministrata dal regime totalitario del califfato ISIS… ”
    Il fenomeno dei migranti è molto complesso va condiviso, conosciuto.. vissuto.. migliaia di storie di UOMINI, DONNE, BAMBINI che sono come noi come le nostre mogli come i nostri figli…ma forse chissà ….i nostri nonni non ci sono più…. e abbiamo dimenticato l’orrore dei regimi totalitari come il Nazismo , come il Califfato….Certo siamo tutti diversi ma ad esempio gran parte della classe politica italiana ed amici di questa classe sono fra i più corrotti e raccomandati nel mondo e non per questo dobbiamo essere razzisti e pensare che tutti i politici siano ladri e corrotti…..comunque il contesto classe politica italiana nell’analisi sarebbe stato più congruente con tantissimi esempi .
    Eguaglianza non significa livellamento, ed è vero….. abbiamo molto da imparare dai migranti….dalla loro cultura e dai loro valori…. .
    La ringrazio.
    Cordiali Saluti

    • Si, il testo è impostato per innescare un ragionamento, non per trarre conclusioni. La parte dell’immigrazione è stata inserita per far ragionare sul fatto che,nonostante ci raccontiamo come “società libera”,il libero pensiero non è accettato.Ad esempio se una persona la vede diversamente sul fenomeno immigrazione (a prescindere che dica baggianate o cose vere), deve prima mettere le mani avanti per non passare da razzista. Insomma nel testo ci sono richiami è concetti non semplici e “particolari”. Da quel che scrive, potrò sbagliarmi, ma di tutta la questione gli è rimasto impresso “immigrati”. Perchè su cento lampadine che potevano accendersi nella sua mente, proprio quella si è illuminata? Insomma più domande che risposte, più ragionamento che conclusioni. Pierre Blasotta

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