Movicentro

Cose note, ignote.

Passerella stazione Ivrea

A seguito dell’incidente accaduto nella ferrovia d’Ivrea la scorsa settimana, in cui una donna è rimasta gravemente ferita, mi è tornato alla mente un articolo, purtroppo premonitore, apparso il 24 Giugno 2011 sul giornale La Sentinella. L’articolo inizia così: «Alla stazione di Ivrea prima o poi ci scapperà il morto». Prosegue con varie considerazioni tra le quali questa: «Se per un malaugurato caso dovesse capitare un incidente le Ferrovie dello Stato si troverebbero infatti tutelate proprio dalla segnaletica di divieto, bene in vista, e magari i parenti di eventuali feriti o addirittura vittime rischierebbero pure di dover versare del denaro, perché il loro congiunto, finito sotto il treno, ha interrotto un servizio pubblico.» Purtroppo mi sembra il classico caso Italiano, in cui alla fine ci rimette sempre e solo l’ultimo, l’operaio, il manutentore, il cittadino, mentre chi ha organizzato il tutto sta beatamente al mare, gustandosi i profitti del “duro lavoro”. Sicuramente se ci sono cartelli e regole, chi le viola se ne deve assumere la responsabilità, ma chi ha progettato e appoggiato una simile costruzione è normale che non venga mai chiamato in causa? Sono 6.4 i Milioni di euro pubblici, di cui 1.552.993 presi direttamente dalle tasche dei cittadini d’Ivrea, usati per realizzare un opera concettualmente sbagliata e pericolosa. Un banale sottopasso, tra l’altro molto più economico, poteva facilmente sopperire all’esigenza di passare da un lato all’altro della ferrovia. Si è preferito utilizzare tonnellate d’acciaio per realizzare un sovrappasso scomodo e pericoloso, corredato da ascensori mal funzionanti e di difficile gestione. Va anche ricordato che per molti anni, fino all’apertura dello ZAC, tutta la struttura è rimasta praticamente abbandonata. Fortunatamente, grazie alla cortissima memoria di noi italiani, il politico, si rivela essere sempre il mestiere più sicuro, al riparo da rischi e responsabilità di ogni sorta. Può creare problemi alle future generazioni senza lasciare traccia di se. Alcuni protagonisti dell’epoca, come il sindaco Grijuela, ormai non ci dicono più nulla, figure relegate al passato che paradossalmente si ripercuoterà per sempre nel futuro della città. L’elettorato eporediese, alla luce dei fatti rivela avere tendenze masochistiche. Dopo un’ opera del genere, ci si aspetterebbe un cambio di rotta, ed invece… no! Vede così la luce la passerella. Realizzata con 3 Milioni di euro sottratti a esigenze reali della città, anch’essa resterà nota in futuro per i costi di gestione e per il corredato ascensore (già, anche quì) mai funzionante. Non ci resta che attendere, nuove elezioni, nuove Grandi Opere, nuovi politici, ma i polli da spennare restano sempre gli stessi, allegri e positivi mentre girano sullo spiedo.

Pierre Blasotta

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