NO ALLA LIBERALIZZAZIONE DEI CASELLI, MEGLIO NUOVE STRADE E TRAFORI

Nel  consiglio comunale di Ivrea del 10/11/2011 si è discussa un’importante mozione (video su http://vimeo.com/31960117), presentata dal consigliere Pagani (IDV), che aveva a tema la richiesta di liberalizzazione dei caselli autostradali di Quincinetto, Ivrea, Scarmagno ed Albiano.

La mozione si limitava a chiedere alla giunta di collaborare con la regione Piemonte per  verificare la possibilità di accordo con la società autostradale Ativa.

La mozione è stata incredibilmente respinta, a causa dell’astensione vergognosa di quasi tutta la maggioranza: PD, PSI,  Lista Civica e consigliere di minoranza De Stefano, uscito dal PDL.           Incomprensibili le motivazioni addotte!  Oltre a sostenere, senza alcun dato reale a conforto, che la soluzione avrebbe costi insostenibili, si è detto più volte, che la sua approvazione avrebbe potuto mettere a rischio le opere già pianificate di “Montenavale” e del “Peduncolo” !

Gli interventi sono iniziati con il consigliere De Paoli (PSI) che ha letto, non senza difficoltà, un comunicato che aveva tutta l’aria di essere stato scritto dal suo referente Ricca, che ha già dimostrato, in altre circostanze, il suo terrore nel mettere in dubbio le “grandi opere” canavesane. De Paoli ha chiosato la mozione  “una furberia dietro la quale nascondere il no ad altri interventi” !

Dopo le dichiarazioni favorevoli del consigliere Rao e dei membri dell’opposizione, ha continuato la vergognosa sequenza il consigliere Moia, capogruppo del PD, che, senza ritegno, ha ribadito che non possono essere messe in pericolo le opere programmate, che sono prioritarie sopra  ogni altra cosa.

Il consigliere Alberton, della lista Civica (che assume sempre più i connotati di una lista civetta del  PD), si è mostrato invece molto preoccupato dai possibili costi, ed  ha escluso a priori ogni possibile trattativa, dimenticandosi che gli unici costi certi sono quelli del Peduncolo e di Montenavale, sicuramente di ordini di grandezza superiori a quelli ancora eventuali di liberalizzazione dei caselli.

Incomprensibile infine l’intervento del presidente Perinetti (PD) che, oltre a ribadire, anche lui senza argomentazioni, che la liberalizzazione avrebbe costi insostenibili, ha incredibilmente dichiarato che “non si può più ragionare in termini di tutela di una piccola comunità su un nodo di attraversamento che riguarda due paesi, l’Italia e la Francia, perché porre delle barriere su un nodo interstatale è una operazione che non ha senso”. La liberalizzazione dei caselli diventa addirittura un impedimento alla circolazione Italia-Francia !

Perinetti ha solo dimostrato di non aver capito nulla della mozione, dato che essa non chiede alcuna barriera ma solo la modifica di alcune regole sul software di gestione dei caselli !! Ma forse bisogna capirli ! Non è nel loro DNA immaginare soluzioni  a costo zero. E’ gioco forza pensare le opere pubbliche come barriere di cemento ed asfalto, nuove corsie, mega rotonde, ponti, trafori, peduncoli e chi più cemento ne ha più ne metta.

È invece sempre più evidente che questa amministrazione, in linea con le precedenti, ha in primo luogo a cuore la tutela delle lobby dell’asfalto e del cemento e non vuole, o non può, metterne neppure lontanamente in dubbio la loro necessità ed utilità.

Sotto un altro punto di vista, questa reazione isterica della maggioranza evidenzia che anche a loro è venuto il dubbio che la liberalizzazione dei caselli potrebbe effettivamente agevolare  il traffico di Ivrea, e quindi mettere realisticamente in dubbio l’utilità delle altre opere.

E’ una classe di amministratori che non ci rappresenta: non appare ricercare primariamente il bene del paese e dei cittadini.

La politica, in primo luogo, dovrebbe propendere per la soluzione di minimo impatto, basso costo e massimo beneficio, così come, ora più di prima,  abbiamo la certezza possa essere la liberalizzazione dei caselli.

 

Progetto del Peduncolo

Progetto del traforo di Montenavale

 

 

 

 

 

 

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