NO PIRO!

Il M5S di Ivrea condivide la posizione espressa dal comitato NO PIRO sulla possibile prossima attivazione di un pirogassificatore a Borgofranco. Un NO grande come il Mombarone che si articola anche in soluzioni alternative come il trattamento a freddo dei rifiuti che comporta un minore impatto ambientale. Siamo critici rispetto alcune posizioni prese dal comitato Dora Baltea che Respira, le cui fila sono tenute da Legambiente. Si sostiene, a nostro parere, una linea contraddittoria e pericolosa che accetta una sperimentazione dell’impianto per due anni, chiedendo giustamente un serio monitoraggio delle emissioni. In sintesi è affermare: “…siamo d’accordo ma vi controlliamo!” In realtà i controlli verranno fatti da altri, con modalità e tempistiche che non danno reali garanzie. Giustamente i cittadini del NO PIRO sostengono che la sperimentazione debba essere ostacolata vigorosamente e pacificamente, considerato che dalla prima richiesta alla Provincia risultano chiari i veri propositi della ditta Comimet: realizzare due linee di pirolisi capaci di bruciare 16000 tonnellate di rifiuti all’anno. Momentaneamente bocciato dalla provincia questo progetto, la Comimet ha, in un secondo tempo, ottenuto il permesso per la sperimentazione, che considerato la prima proposta, risulta essere una sorta di ripiego tattico che nasconde le vere intenzioni speculative.

Anche noi del M5S di Ivrea, siamo convinti che la sperimentazione sia inutile, esiste già un’ampia bibliografia sull’argomento che spiega come questo tipo di sistemi aggravano le condizioni ambientali con nanoparticelle, diossine e metalli pesanti come mercurio e piombo, e che tipo di patologie gravi e mortali scatenano. Inoltre, per quanto riguarda i controlli siamo molto scettici, siamo in Italia, non ci fidiamo affatto. Onestamente, non ci sentiremo rassicurati a leggere, nè le percentuali di diossina emesse, nè le quantità di metalli pesanti rilasciate. Le nano particelle, inoltre, non possono essere minimamente misurate. Infine, spesso, il controllore è strettamente legato al controllato.

Ma è proprio il concetto di bruciare i rifiuti che aborriamo, qualsiasi dimensione abbia l’impianto. E’ dimostrato che tale pratica è, oltre che dannosa per l’ambiente, anche fortemente antieconomica. La strategia “RIFIUTI ZERO” è l’unica logica che è in grado di affrontare il problema con convenienza per tutti. Attualmente è il sistema più veloce ed economico attraverso cui le amministrazioni locali possono dare un contributo alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della salute, alla creazione di nuovi posti di lavoro “verdi” e alla promozione e valorizzazione della sostenibilità locale. Inoltre, se un prodotto non può essere riciclato, allora dovrebbe essere riprogettato, altrimenti, rimosso dalla produzione. E’ noto che Legambiente è l’ala ambientalista di una sinistra che nel PD ed in SEL trova i suoi riferimenti principali. Molti suoi dirigenti sono, o sono stati, parlamentari di entrambi gli schieramenti. Ma il PD è il partito che ha imposto inceneritori su tutto il territorio nazionale e trova in Bersani uno dei suoi più noti paladini. Questa contraddizione di fondo ci lascia perplessi. Il pirogassificatore di Borgofranco ha avuto il via libera dalla Provincia che spesso viene presentata come un’entità di garanzia sopra le parti. In Provincia ci sono i partiti, votati da tantissimi cittadini che poi, loro malgrado, sono costretti ad organizzarsi in comitati per limitare i danni di questa politica subdola e scellerata. E’ un controsenso. Questo modo di amministrare la cosa pubblica aumenta drammaticamente la distanza tra amministratori e cittadini, a maggior ragione quando le popolazioni locali non sono minimamente considerate e coinvolte nel processo decisionale. Anzi, spesso, come in questo caso, le persone vengono a conoscenza del progetto quando l’iter burocratico delle autorizzazioni è ultimato, lasciando minimi spazi per un’azione di contrasto. La Valle d’Aosta, recentemente, ha potuto evitare il pirogassificatore attraverso il referendum abrogativo previsto

dal proprio statuto, strumento che non è ammissibile nè in Piemonte nè tantomeno nel Comune di Borgofranco per questo tipo di tematica. L’idea quindi di Legambiente di raccogliere le firme per un fantomatico referendum che si potrebbe fare nel futuro per bloccare l’impianto non ha purtroppo fondamento, e, ammesso che si possa organizzare una consultazione, non sarà mai vincolante perchè così è previsto dai regolamenti.

Pensiamo che queste nostre prese di posizione, anche se critiche, possano avviare un chiarimento, è certo, infatti, che i cittadini dei due comitati non vogliono che sul nostro territorio sia attivato l’impianto di pirogassificazione.

M5S di Ivrea.
[Varieventuali 16/10/2013].

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