No Tav

L’articolo 1 della nostra costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo. Quando rappresentanti dello Stato Italiano (quindi del Popolo Italiano)
inviano in Val di Susa forze dell’ordine in assetto da guerra contro una popolazione disarmata (nè delinquenti nè nemici) militarizzando l’intera zona della Madonna di Chiomonte,
è evidente che la parola democrazia è svuotata completamente del suo significato. Non è democrazia imporre un progetto dall’alto, senza possibilità che le popolazioni
direttamente coinvolte possano, attraverso strumenti idonei, approvarlo, modificarlo o rimandarlo al mittente. Aprire cantieri e realizzare opere con l’esercito schierato
è un’anomalia prettamente italiana che sta diventando la regola non l’eccezione. La Gente è stanca, disillusa e sempre più disincantata, e tranne una percentuale sempre più
modesta di tifosi dei partiti e delle ideologie, non si sente più rappresentata da nessuno.
La verità è che la democrazia rappresentativa non funziona, è una puerile illusione. E’ un’esperienza fallita in Italia quanto nel mondo.
Chi dovrebbe rappresentare la volontà popolare e quindi il bene comune non lo fa, perseguendo interessi personali o servendo interessi particolari (spesso ricchissimi) a scapito
della maggioranza del popolo. L’alternativa è la democrazia diretta. Ci sono paesi come la Svizzera che da 150 anni utilizzano strumenti di democrazia diretta in particolare
l’istituto del referendum vincolante senza quorum. Il popolo svizzero quindi, su qualsiasi materia di governo, può proporre soluzioni, contribuire a migliorarle, rifiutarle e
(cosa inconcepibile in Italia) mandare a casa un politico o una giunta.
La TAV oltre ad essere un’opera che durerà più di vent’anni ci costerà circa 18 miliardi di euro di denaro pubblico. Studi fatti all’Università Bicocca di Milano dimostrano
quanto sia inutile tutto il progetto per la mancanza di traffico passeggeri e merci.
Il Movimento No TAV con le sue battaglie, rappresenta un’istantanea dello stato di salute della democrazia nel nostro paese ed è diventato un simbolo che dobbiamo sostenere ed
appoggiare con tutte le nostre energie. Se passerà l’idea che con l’esercito, i nostri dipendenti, risolveranno tutti i problemi interni al paese, allora significherà che la democrazia,
avrà abbandonato l’Italia definitivamente. Se invece riprenderà coscienza il concetto che il popolo è sovrano, sarà l’inizio di un nuovo percorso virtuoso e pienamente democratico nel quale
il popolo italiano si potrà riappropriare di ciò che le segreterie dei partiti gli hanno col tempo sottratto, la possibilità di progettare e di decidere del proprio futuro.

Andrea Roselli

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