Non c’è festa senza pace!

E’ Venerdì 12, come ogni giorno controllo la posta elettronica per sapere cosa mi succede intorno. Un informativa del Movimento mi avverte che Nicolai Lilin sarà a breve in città. Con una certa curiosità mi metto a cercare la notizia per trovare orari e luoghi della convention. Lo curiosità dura poco e lascia subito il posto allo stupore per convogliare poi nello sconforto non appena scopro che la location è la “festa Democratica”.

Alla mente mi ritornano, con una certa confusione, le parole di George Orwell «La guerra è pace!». Si, proprio il Partito Democratico, lo schieramento che rappresenta oggi “la succursale” dell’imperialismo Americano che da quando la crisi ucràina è “scoppiata” non fa altro che ripetere ciò che i vertici atlantisti, nella loro propaganda, gli dicono di dire. Nessuna posizione autonoma o critica di un partito al governo quindi , solo quella che viene imposta da NATO e oltre oceano.
Ma allora, cosa c’entra una figura indipendente come lo scrittore Lilin con la festa PD??? Nulla, ma di certo è funzionale ad una strategia degli opposti atta a cristallizzare nel partito unico una parvenza di “dialettica democratica”. In questo contesto schizofrenico sia chi rifiuta la guerra che chi la guerra la finanzia, si possono trovare sotto un’unica bandiera. I più ingenui penseranno magari che il PD è talmente “democratico” da permettere al proprio interno dibattiti con posizioni così incoerenti. La verità resta invece quella che il partito è fedelmente alleato delle politiche USA e che nel governo la “maggioranza“ interna al partito sostiene e sosterrà tutte le politiche belligeranti.

Poichè le decisioni sono di fatto già prese altrove, può permettersi il lusso di ospitare equivocamente chi vuole. E’ facile comprendere che il dibattito in questa condizione non è espressione di opinioni diverse ma soltanto “folklore” Renziano. Il dibattito postumo , non è mai un problema, il problema è che si abbia il coraggio di chiamarlo ancora partecipazione democratica! Dulcis in fundo, la tanto osannata unione europea, per voce del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk , evoca con toni retorici la “grande guerra con la Russia” ( i precedenti storici non sono incoraggianti), invitando implicitamente l’Europa a prepararsi a menare le mani.

Vedete, il Movimento 5 Stelle, non è contrario all’unione europea, come i media insinuano a giorni alterni, è contrario a Questa Europa. Un Europa dei poteri finanziari, che promuove la guerra chiamandola “missione di pace” e decide di mettere in sordina le notizie sul Malaysia Airlines MH17.

In Ucràina non si è assistito altro che al consueto classico colpo di stato manovrato dalla CIA, come in decine di altri posti è già accaduto. La CIA promuove le “rivoluzioni” e le “primavere” semplicemente per mettere al potere persone di fiducia, continuare la politica coloniale di sempre e sottrarre le risorse ai legittimi proprietari.

L’abbattimento del volo civile Malaysia Airlines MH17è solo stata una prova tangibile della brutalità di queste torbide operazioni. Sono azioni psicologiche/propagandistiche che fungono da pretesto per giustificare poi l’uso della forza.Infatti, è proprio dopo l’evento citato che sono iniziate le sanzioni e c’è stato l’inasprimento dell’escalation militare. I media occidentali ci hanno raccontato la favola del missile dei separatisti filorussi (i cattivi per intenderci) che hanno abbattuto un aereo pieno di civili innocenti ma le cose non stanno proprio così e le recenti indagini lo dimostrano in modo più che chiaro. Ovviamente la verità dei media , quando emerge, lo fa in modo volutamente fuorviante. Ecco cosa riporta La Repubblica: «L’aereo MH17, precipitato il 17 luglio sull’Ucràina orientale, e’ stato colpito in volo da diversi ‘oggetti ad alta velocità”».

La parola corretta è “proiettili” che per antonomasia non sono mai “intelligenti” ma sono l’espressione della scarsa intelligenza di chi li usa; stride poi che quelli della NATO siano “intelligenti” mentre per gli altri vige la giusta definizione “strumenti di guerra”. Quella di oggetti ad alta velocità è una definizione la cui paternità è meglio disconoscere ma queste riflessioni attirerebbero troppi ragionamenti nel lettore medio, spesso un po’ disattento!

In questo bagno di menzogne e ipocrisie, pur apprezzando moltissimo la “statura intellettuale” dell’ospite, il significato negativo del contesto ha prevalso in me inducendomi a pensare che in guerra, purtroppo, la prima a morire è sempre la verità e che solo se sapremo preservarla comprenderemo il modo per evitare la più “stupida” delle attività umane. Mi sono sentito offeso nel vedere che “la festa” Democratica, ha equivocato sulla verità. Tutta questa ipocrisia ha rievocato in me certa una certa inquietudine, mi è parsa la festa ad oltranza a bordo del Titanic nella notte del naufragio.

Pierre Blasotta (Consigliere comunale Ivrea 5 Stelle)

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