Nuovi centri commerciali crescono: la filiera a kilometro …. 1000

Prossimamente aprirà ad Ivrea un nuovo centro commerciale Conad in corso Vercelli, nell’ex sito produttivo Cernusco a due passi dal carcere.

L’occasione è buona per riflettere sugli impatti che questa nuova struttura potrà avere sul tessuto economico canavesano.

 

In apparenza potrebbe sembrare una buona notizia dato che la nuova struttura dicono che offrirà lavoro a 40 nuovi addetti e sappiamo quanto di questo ci sia bisogno, ma ci chiediamo quanti nuovi disoccupati indirettamente creerà la nuova concorrenza, considerato che i consumi sono fermi da tempo.

Essa sembra abbia  contribuito alla riqualificazione e bonifica della zona .

Anche per gli utenti finali potrebbe essere un vantaggio avere una nuova scelta commerciale a metà strada fra il Bennet ed il Carrefour.

Conad inoltre è una azienda principalmente  italiana  e ha nel suo statuto un’interessante codice etico ambientale.

Quindi tutto bene ? Dal nostro punto di vista : “manco per niente” !

 

La visione del M5S non guarda al “futuro” pensando solo ai presunti vantaggi immediati ma riflette  su come certe scelte indichino  il modello di sviluppo che si vuole perseguire o proseguire.

L’installazione ad Ivrea di un nuovo attore commerciale della grande distribuzione (Conad è una azienda da 11 miliardi di fatturato annuo e 46.000 dipendenti … ) rappresenta un durissimo colpo (forse definitivo) al piccolo commercio delle realtà locali, un danno a diverse produzioni agricole del nostro territorio e una forte concorrenza alle attività  che si svolgono nell’area mercatale pubblica ad Ivrea.

 

Significative le dichiarazioni di Mauro Ronco, direttore dell’area Piemonte nord di Conad : “abbiamo deciso di aprire a Ivrea, perché crediamo che qui ci sia spazio per un supermercato di alimentari grande, quindi fornito e competitivo, dove fare la spesa in fretta”.

Perché occorre fare “la spesa in fretta” ?

Dove è finito il modello “slow food” ?

Dove sono tutti questi “consumatori” frettolosi in canavese ?

 

Questo modello di sviluppo che si è imposto in tutto il modo sta drammaticamente mostrando i propri limiti e difetti trasformando sempre più gli esseri umani in piccoli schiavi “consumatori”.

Ancor più grave è l’insediamento in una zona in cui le aree “produttive” stanno scomparendo e si diceva  essenziale, per la sopravvivenza, la  valorizzazione del  territorio, dei suoi prodotti,  delle piccole imprese locali, dei  mercati pubblici.

 

Immaginiamo che i negozi del centro storico stiano festeggiando queste scelte: d’altra parte la città ha recentemente confermato la propria fiducia all’attuale politica per cui troviamo abbastanza senza senso le lamentele che leggiamo qua e la’.

La nostra impressione è che le grandi catene si stanno facendo la guerra a spennare gli ultimi “consumatori” che hanno ancora qualche possibilità  di “consumare”.

 

Un nuovo modello di sviluppo dovrebbe ripartire dal rendere nuovamente le persone artefici del loro benessere con la creazione di produzioni locali e relativo commercio:  le famose filiere a kilometro zero. Inoltre in un area già largamente compromessa da capannoni per lo più vuoti avremmo molto gradito che la zona da bonificare venisse semplicemente trasformata in un parco verde dove le persone avrebbero potuto fare una passeggiata dopo aver fatto qualche acquisto in centro in negozi che proponessero i prodotti locali.

Ma il dio denaro ha voluto che ancora una volta prevalesse il modello consumistico e quindi nuove colate di cemento in cambio di qualche misero soldino nelle casse del comune, un nuovo mega centro commerciale che cerca di spennare gli ultimi “consumatori” rimasti, che d’altra parte gli 80 euro mensili in più del governo Renzi dovranno pur metterli da qualche parte in nome del PIL e della crescita che tutti sappiamo debba essere infinita come la nostra Terra.

 

Einstein diceva che chi sostiene la crescita infinita è un pazzo o un economista, noi siamo finiti in mano ad economisti pazzi !

 

Ivrea5Stelle

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *