Pareggio Unesco?

Pareggio Unesco?

La bizzarra storia della candidatura d’Ivrea a Città Industriale del XX Secolo continua ad essere ricca di colpi di scena tanto che qualcuno inizia a studiare le prime barzellette. Per ultimo, l’improbabile pareggio con Bergamo in cui, quella che comunemente verrebbe chiamata sconfitta, viene definita “ritirata strategica”. Infatti Ivrea ha vinto in subordine a Bergamo. Una volta si sarebbe detto che siamo arrivati secondi, ma certi concetti poco ottimistici, sono stati banditi con l’ultimo Concilio Leopoldiano II. Insomma si vince sempre! Sicuramente qualcuno con questa vicenda ha fatto il suo terno al lotto, o meglio quaterna se non cinquina.

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I soldi spesi per “giungere in subordine” sono ormai vicini al mezzo milione di euro ben lontani dai famosi trecentomila euro da non superare. Infatti su alcuni documenti veniva ingenuamente riportato che : “Il costo del programma non deve esorbitare i 300 mila Euro complessivi ”. All’inizio tutto doveva durare 17 mesi, poi, pian piano i tempi si sono allungati e con il pareggio si è capito che… si allungheranno ancora. Una vittoria schiacciante avrebbe “chiuso i rubinetti” della Guelpa, almeno per la questione Candidatura Unesco. Con questo rimando serviranno sicuramente altre consulenze, rimborsi spese, stipendi, rinfreschi. La Sicilia ci insegna che a volte è più “vantaggioso” non fare le opere piuttosto che realizzarle, infatti gli ideatori del Ponte sullo stretto ci hanno insegnato che spesso fare i progetti è meglio che realizzarli. Una domanda lecita è: se anche Parigi ci boccia, si andrà avanti ad oltranza? Anche negli anni successivi? Può sembrare un ipotesi da far sorridere… per ora! Mentre Sgarbi direbbe che Ivrea va a puttane, gli uffici cultura di via Piave preparano il “campo mobile”. La loro sede è da qualche mese “vacante” in attesa di nuova collocazione. Qualcuno propone Palazzo Giusiana altri attendono gli eventi usando l’evergreen “ci penseremo quando sarà ora”. Bisognerebbe chiedersi onestamente quando è iniziato il declino di Ivrea, ragionare su come sia stato possibile che un’industria con in mano la chiave di volta del XX Secolo, ovvero il computer, sia stata sfasciata in mille pezzi distruggendo un settore strategico che, se fosse stato “protetto”, avrebbe dato al Paese il monopolio della tecnologia informatica.

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Una volta si lavorava all’Olivetti, ma ad un certo punto qualcuno ha deciso che bisognava “parlare” di Olivetti. In questo cambio di passo, i pochi si sono guadagnati una rendita dorata, mentre i molti hanno perso l’ennesima industria nazionale. Oggi c’è chi continua a guadagnare parlando di Olivetti mentre il popolo applaude la classe dirigente che gli ha rubato il futuro!

Pierre Blasotta

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