PAROSSISMO IN GUELPA

Da anni, nella nostra piccola cittadina, ci trasciniamo faticosamente il peso di situazioni paradossali, tragicomiche e stucchevoli. Ne esistono di svariate, ma quella che si sviluppa intorno alla fondazione Guelpa è la più “avvincente”. Gli ingredienti per un’opera teatrale ci sono tutti e spaziano dal grosso malloppo a personaggi di varia caratura ed estrazione sociale alle incomprensioni finendo con guerre viscerali di potere, spartizione e dominio. Certo, guardandola dalla prospettiva di cittadino, osservare gestioni così acrobatiche di denari e opere può lasciare basiti, ma se per un solo istante vi abbandonaste ad una visione più ampia sono certo che il riso non potrà che sostituirsi ad ogni altra reazione. A breve ci sarà un incontro tra le “parti”, ovvero gli esponenti della fondazione s’ incontreranno al tavolo con i consiglieri comunali di Ivrea per fare il punto della situazione. Negli anni ci sono stati svariati problemi, anche gravi, che hanno interessato la gestione Guelpa, ma poi come al solito tutto è stato metabolizzato e riportato alla routine. La situazione può essere rappresentata come un liquido in un contenitore in cui saltuariamente forze esterne provocano un moto ondulatorio. Passata la spinta tutto ritorna come prima, ma questa volta è accaduto un fatto che a mio parere inciderà molto di più rispetto alla somma di tutti gli eventi precedenti. Il presidente della fondazione Guelpa, Daniele Jalla, in una missiva ha appellato Lucia Guelpa con il termine ‘signorina’ al posto di Signora. Ora, io non so se per errore o per provocazione, ma in ogni caso questa è la chiave di volta della situazione. In un contesto sociale in cui le classi dirigenti non hanno più il controllo degli eventi, l’unico controllo possibile è limitato alla forma. Grazie a questo “evento” la situazione è divenuta estremamente critica se non addirittura irreversibile. Come è possibile che bizantinismi facciano da padroni nelle discussioni odierne sostituendosi a problemi reali e gravi? Un altro esempio che mi viene in mente sono i fuochi d’artifico di Carnevale: meglio di Sabato o di Domenica? Su uno sfondo preoccupante, dove nelle scuole chiedono sapone e risme di carta per le fotocopie, i temi che invece appaino maggioritari sono al contempo i più effimeri. Attenzione, non è una tendenza locale, ma internazionale e merita riflessioni ulteriori. In questi casi verrebbe semplice giudicare e bollare fatti e persone ma come affermava Spinoza «Humanas actiones non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere». Siamo nel bel mezzo di un “cambio di paradigma”, che sebbene a livello teorico è già avvenuto nelle prime decadi del ‘900, in cui la fisica classica è stata inglobata e superata da quella quantistica, se ne iniziano solo oggi a vedere gli aspetti reali. Se dapprima le ripercussioni interessavano solo un ristretto numero di persone, oggi iniziano a smuovere il mondo intero. Ci si ritrova quindi in questa situazione che viene giustamente definita schizofrenica in cui da una parte ci sono delle evoluzioni, mentre dall’altra si manifestano delle palesi involuzioni.

Il problema principale è che per l’economia, pilastro su cui ad oggi poggiano le fondamenta della società, il principio fondamentale è la competizione, mentre per l’universo ed in particolare la biologia, il principio fondamentale è la risonanza. E’ evidente che i due principi non siano affini. Da questa nuova consapevolezza, molte persone hanno iniziato a mutare il loro comportamento e come sostenevo in altri scritti, la nascita del Movimento 5 Stelle non è casuale, ma è figlia dei tempi. Nello stesso nome risiede il concetto di base del nuovo paradigma, ovvero il movimento. Riporto qui una frase emblematica del fisico italiano Emilio del Giudice in cui, in modo del tutto indipendente e in un contesto completamente slegato afferma che: “La caratteristica dell’essere vivente è l’alto movimento… l’essere vivente è attivo e la sua ragione di movimento viene dal suo interno. “In modo curioso e in assenza di “contaminazioni” i componenti del M5S vengono denominati da sempre attivisti. Un altro cardine del M5S è l’autoproduzione di energia in contrasto con la visione centralista degli altri partiti. Anche questa nostra posizione è figlia di un processo di transizione in cui i vecchi partiti risultano ancora ancorati al vecchio paradigma, mentre il movimento ne incarna l’evoluzione. Vi faccio un esempio. Nello schema Galileiano-Newtoniano un flusso di energia corrisponde all’applicazione di una forza. Questo implica che l’energia fluisce sempre dall’esterno verso un corpo, che di suo è passivo. Non è forse il principio delle grandi centrali a carbone o nucleari che portano ai cittadini l’energia che sono incapaci e produrre? Ora, con un balzo “quantico” torniamo sul punto, ovvero perché ci si perde in bizantinismi piuttosto che fronteggiare i problemi più importanti? Semplicemente perché la vecchia classe dirigente non ha più gli strumenti per poter operare nel “nuovo mondo” e pertanto non può che occuparsi del contorno che per motivi “pratici” è divenuto il centro.

Pierre Blasotta

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