Pd: caccia alla mediocrità, purchè porti voti!

C’è chi ha impostato la propria azione politica al mantenimento delle promesse elettorali clientelari. Così è stato, per esempio,  con la scandalosa delibera di Cota e Caterina Ferrero sullo spazio da ritagliare alle associazioni pro-vita all’interno dei consultori, e così è per la spregiudicata proposta di legge della maggioranza sulle nuove disposizioni sulla “tutela della fauna”(?) e sul prelievo venatorio; e poi c’è chi tenta di contrastare, muovedndosi in una miope ottica da primo della classe, l’inopportunità di una maggioranza rivelatasi non molto efficiente in questi primi mesi, in termini di pianificazione legislativa. Sto parlando del gruppo del Pd, che sta dimostrando da tempo di voler sopperire alla mancanza di consensi (200.000 voti persi in cinque anni – dimezzamento di tesserati dall’anno scorso) con una tentativo di soffocamento degli altri gruppi d’opposizione. Ulteriore conferma è l’iniziativa di una propria esclusiva proposta di legge alternativa sulla caccia, il cui annuncio è stato dato in commissione, contravvenendo a ogni elementare forma di rispetto per gli altri attori politici presenti al tavolo trasversale che faticosamente ma volenterosamente si era formato insieme alle assoociazioni ambientaliste promotrici del referendum medesimo (presente per il Partito Defunto il “primariamente trombato” Viale). Intanto attendiamo il deposito della stessa, aspettandoci un testo pavido e ingessato, quando il Piemonte avrebbe bisogno di idee incisive, anche in questo settore. Lo hanno dimostrato con la timida opposizione alla legge di riordino delle aree protette, impostata tutta sul mantenimento del controllo politico sugli enti parco, e nulla di più ci aspettiamo sulla legge in questione. Con molto più entusiasmo attendiamo invece la proposta alternativa dei comitati che del tema si occupano con passione da anni, la quale non stenteremo a leggere, sottoscrivere e presentare.

Fabrizio Biolé – Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle

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