Pedrale sulle spine si arrampica sugli specchi

Dopo una convocazione straordinaria che avrebbe dovuto “smaltire” qualche ordine del giorno giacente, concordata in modo unanime in sede di riunione di capigruppo, la seduta odierna, dedicata invece in buona parte alla trattazione dell’informativa di Cota – redivivo – sugli accordi con il Governo in materia di immigrazione, si è chiusa anzitempo, con tre quarti d’ora di anticipo, per la solita mancanza del numero legale dovuta alla solita defezione del gruppo del Popolo della Libertà.

In fase di votazione sul provvedimento presentato dall’Italia dei Valori che chiede alla Giunta l’indizione di un bando ufficiale per l’erogazione del discusso Bonus Bebè, di cui io e il collega Bono siamo cofirmatari, i banchi “azzurri” sono infatti risultati quasi completamente vuoti.

Penosa e sguaiata la dichiarazione del capogruppo Luca Pedrale, che giustifica i suoi adducendo motivazioni di impegni istituzionali e attaccando chi nell’opposizione definisce disonorevole il comportamento del maggior gruppo di maggioranza.

Se tempo fa il Piemonte aveva temuto lo scioglimento del Consiglio per i problemi giudiziari di Michele Giovine, in questo momento un PDL allo sbando sembra di giorno in giorno sempre più pericoloso, per la tenuta dello stesso, rispetto agli ipotizzati artifici autografi del “Pensionato”.

E dopo aver infarcito molti suoi interventi con espressioni degne di un vecchio cabaret, dopo aver perso la Presidenza della Commissione Sanità, dopo essersi temporaneamente arreso alla nostra opposizione in fase di discussione del Ddl 85, il collega Pedrale rischia di smarrire definitivamente le briglie del gruppo, dimostrando palese incapacità a ricoprire il ruolo ereditato dalla collega Porchietto.

Fabrizio Biolé – Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle

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