Perché a Bra non serve il teleriscaldamento

Con la delibera del 10 maggio scorso la Giunta del comune di Bra ha
riconosciuto la condizione di interesse pubblico all’unica proposta
di realizzazione di un impianto di teleriscaldamento per la nostra
città.

Un approccio razionale alla questione si impone, evitando prese di
posizione preconcette sia a favore che contrarie.

 

Proviamo quindi a riflettere sulle motivazioni che la Giunta da tempo, dato
che il progetto è parte integrante del proprio programma
amministrativo, porta e conferma con l’ultima delibera, per
giustificare la necessità di un tale progetto.

La tesi è la seguente. L’aria di Bra è compromessa dall’elevata
concentrazione di PM10, polveri sottili, in misura del tutto anomala
per una cittadina della provincia di Cuneo, e gli impianti di
riscaldamento sono una causa importante di questa situazione.
L’impianto di teleriscaldamento con utilizzo delle moderne tecniche
impiantistiche, dovrà sostituire le tradizionali caldaie private e
pubbliche che utilizziamo per il riscaldamento invernale, e
permettere così una riduzione delle emissioni in atmosfera e quindi
migliorare la qualità dell’aria.

Ritengo del tutto infondata sia la premessa che la conclusione, ecco
perché.

Le ricerche svolte negli anni scorsi dall’ARPA hanno evidenziato che
l’anomala elevata presenza di polvere sottili nella nostra atmosfera
è spiegabile non solo per eventuali particolari condizioni di
traffico urbano e di condizioni microclimatiche, né perché i nostri
impianti di riscaldamento sono più inquinanti che altrove, ma per la
forte presenza di impianti industriali nei pressi o all’interno della
città stessa.

In effetti la centralina di rilevazione della qualità dell’aria fino
alla fine del 2010 era situata in Via Piumati all’altezza della
scuola elementare, quindi distante dal centro, in una delle zone più
aperte ma vicina alle industrie della nostra città. E i dati sulle
polveri sottili, come tutti ben sanno, sono sempre stati
preoccupantemente vicini a quelli dei grandi centri abitati del
Piemonte, come Torino, una delle prime città europee per
inquinamento da polveri sottili.
D’altronde a rigor di logica perché la nostra città dovrebbe avere
una qualità dell’aria così differente dagli altri centri della
provincia di Cuneo? Il traffico del centro forse? Ma la centralina di
rilevamento non era posta in centro. Gli impianti di riscaldamento?
Ma abbiamo forse a Bra gli impianti di riscaldamento più inquinanti
del Piemonte? La quasi leggendaria stazionarietà dell’aria? Ma la
centralina di rilevamento è sempre stata posta nella zona più
aperta di Bra e tutto il sud del Piemonte soffre di scarsa
ventilazione.

Il punto ovviamente non è criminalizzare le attività industriali,
ma capire dove sono le vere ragioni dei nostri problemi e prendere la
giusta direzione per risolverli.

Perché quindi un impianto di teleriscaldamento a Bra non va nella
giusta direzione?
In attesa di vedere finalmente pubblici i dati tecnici del progetto,
si può comunque anticipare che la potenza installata sarà di molto
superiore alla potenza delle centrali termiche sostituite, ovvero
avremo un maggiore carico ambientale, perché l’impianto dovrà
produrre il calore, l’energia elettrica e ovviare alle perdite di
rendimento tipiche di questo tipo di impianto (25% nel caso di Alba)
e alle perdite di distribuzione dell’acqua calda, mediamente il 10%.

  • L’impianto sarà in funzione tutto l’anno 24 ore su 24, non solo nei
    mesi invernali come le nostre caldaie e senza gli spegnimenti
    notturni, quindi ancora una volta un maggiore carico ambientale.
  • Una caldaia a condensazione a gas ha delle emissioni notevolmente
    inferiori ad un moderno impianto di teleriscaldamento a gas, ad es.
    nel caso degli NOx, da 3 a 8 volte in meno.
  • La delibera prevede la possibilità di incenerimento degli scarti
    solidi industriali delle aziende locali ed eventualmente di biomassa
    locale, quindi invece di incidere sulla riduzione dell’incenerimento
    di questi scarti e quindi sulla riduzione delle emissioni,
    incoraggia l’incenerimento rendendolo profittevole.
  • In pratica un impianto di teleriscaldamento è un impianto
    industriale, il cui scopo è produrre energia elettrica nel modo più
    efficiente e remunerativo possibile, quindi dovrà essere
    notevolmente sovradimensionato rispetto alle esigenze termiche della
    città.

In sostanza la tesi della Giunta è che installando un nuovo impianto industriale che funzionerà tutto
l’anno 24 ore su 24 alle porte di Bra, magari bruciando anche scarti
industriali o legna, si migliorerà la qualità dell’aria – la tesi
è piuttosto discutibile!

Reputo inoltre che un progetto potenzialmente così determinante per
le condizioni di vita della nostra città, debba godere di maggiore
trasparenza, perché i cittadini interessati e le associazioni
ambientali, come il circolo Legambiente di Bra che da mesi chiede
invano i dati del progetto alla Giunta, possano avere accesso a
questi dati e allo stesso modo sarebbe stato auspicabile un passaggio
in commissione ambiente. D’altronde se la Giunta ritiene che i
vantaggi di questo progetto siano così evidenti perché non rendere
tutto trasparente e aperto alla discussione della cittadinanza?
Insieme alle motivazioni ambientali dalla Giunta sono portate anche
delle motivazioni economiche. Su queste bisognerebbe poter discutere
con qualche dettaglio in più sul progetto, ma alcuni concetti si
possono già evidenziare:

 

  • il teleriscaldamento va nella direzione di concentrazione della
    gestione dei servizi pubblici in poche mani, nel nostro caso EGEA
    tramite Tecnoedil già gestisce la rete idrica cittadina, e vincola
    per 30 anni le scelte in campo energetico della nostra città; in
    questi anni di pieno fermento sulle energie rinnovabili e sul
    miglioramento dell’efficienza energetica, questa scelta può
    risultare penalizzante per la comunità;
  • il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e
    privati porterebbe grandi riduzioni di consumo di combustibile,
    quindi riduzione netta delle emissioni in atmosfera,  senza la
    necessità di costruzione di grandi impianti;
  • per un condominio esistente la semplice adozione di una caldaia a
    condensazione a gas risulta competitiva rispetto all’allacciamento
    alla rete di teleriscaldamento;
  • la presenza di una rete di distribuzione di teleriscaldamento
    potrebbe disincentivare per le nuove costruzioni l’adozione di
    scelte progettuali più virtuose sia dal punto di vista delle
    dispersioni che dal punto di vista impiantistico.

In sostanza l’adozione di una strategia energetica a livello
comunale, che preveda anche una campagna di informazione e sostegno
al cittadino nelle sue scelte in campo energetico, potrebbe portare
molti più benefici alla comunità di quanto ipoteticamente non lo
possa fare un impianto di teleriscaldamento.

Noi vorremmo chiedere ai cittadini e alle associazioni ambientali
della nostra comunità di porre un’attenzione particolare a questo
progetto di teleriscaldamento e di pretendere da chi ci amministra
un’informazione completa, il diritto di poterne discutere e di
poterne bloccare la realizzazione se questa non fosse funzionale,
come credo, al miglioramento delle condizioni di vita della nostra
città.

 

Claudio Allasia

Movimento 5 Stelle Bra

 

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